Due parole con: Giacomo Nizzolo!

Ebbene sì, oggi è il turno di Giacomo Nizzolo. Il corridore brianzolo della NTT Pro Cycling  si è gentilmente prestato ad una piccola intervista per KmZero Cycling.

Giacomo, atleta classe 1989, è stato negli ultimi anni uno dei pochi atleti italiani capaci di imporsi da subito nel roster di un grande Team World Tour, passando nel 2011 nelle fila dell’allora Team Leopard-Trek, dopo tre anni bagnati da 26 successi come Under 23 nelle fila della Trevigiani. Da allora, fino al 2018, la sua carriera è proseguita sempre all’interno del team Trek-Segafredo, conquistando anche un Maglia Rossa della classifica a punti nel Giro D’Italia 2015.

Nel 2019 decide di affrontare una nuova sfida e di passare alla attuale NTT Pro Cycling (ex Dimension Data) dove, attualmente, è il velocista di punta e dove, nel 2020, ha già raccolto due successi importanti.

Non vi rimane che godervi l’intervista:


Ciao Giacomo, grazie mille per questa intervista e per la tua disponibilità. Partiamo con una domanda “semplice”:

A quanti anni e come ti è venuta la passione per la bici? C’è un episodio in particolare che ti ricordi con piacere?

Ho iniziato a correre nella categoria G1 a 6 anni, ricordo ancora l’emozione della prima gara. Veramente indescrivibile!

I miei genitori mi iscrissero ad una società ciclistica come regalo di compleanno. Dato che mi vedevano sempre con la bici fra le mani avranno pensato che mi piacesse ed, in effetti, era proprio così!

Nel corso della tua carriera, quando eri alla Trek, hai avuto l’occasione di correre anche con Fabian Cancellara: com’è correre al fianco di un campione del genere? Che stimoli ti da?

Sicuramente correre con Fabian Cancellara è stata un’esperienza molto importante per la mia carriera e un grande motivo di crescita. Vedere un campione come lui curare ogni dettaglio mi ha fatto capire che non bastavano solo grandi gambe per vincere le corse.

Qual è la vittoria da Professionista che ricordi con maggiore emozione e perché?

Il campionato italiano nel 2016, perché avere la possibilità di indossare la maglia tricolore per un anno intero è un’occasione unica ed un’emozione indescrivibile.

Se non sbaglio da Dilettante ti sei spostato a correre in Veneto, per la Trevigiani (2010). Come mai hai scelto proprio il Veneto e questa destinazione?

La Trevigiani era una squadra che aveva un’occhio particolare per i velocisti ed era, quindi, la squadra giusta in cui poter imparare il mestiere che volevo fare.

Il tuo secondo anno alla NTT Pro Cycling era iniziato al meglio con due splendide vittorie in volata; che obiettivi avevi per questo 2020? E come sono cambiati?

Avevo l’obbiettivo di stare bene e cercare di essere competitivo in ogni gara in cui avrei preso parte, in particolare puntavo alle classiche e, ovviamente, al Giro D’Italia. Ora bisognerà un pò capire le gare che si potranno recuperare e farsi trovare subito pronti in quelle occasioni.

Ultima Domanda: quanto è importante, secondo te, la parte di “Marketing e Comunicazione” per un atleta ? Quanto é importante saper gestire la propria immagine?

Con l’avvento dei social media l’immagine di un atleta è diventata ancora più esposta al pubblico. Ciò significa che, saperla curare nel modo giusto può sicuramente portare dei vantaggi e, sopratutto, può evitare di creare danni a se stessi, al team e agli sponsor.


Un grazie ancora a Giacomo per la sua grande disponibilità e sincerità: ti facciamo un grande in bocca al lupo con l’augurio di vederti presto trionfare sui traguardi più importanti del mondo!

A presto con una nuova intervista (al femminile)!

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