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North Cape 4000: tra Design e Prevenzione

Oggi abbiamo la fortuna di intervistare Vivaldo Lleshi, uno studente dell’Università ISIA di Pordenone e grandissimo appassionato di bici. Vivaldo partirà il 27 Luglio alla conquista di Capo Nord e della famosissima North Cape 4000. Un viaggio che si preannuncia epico ma che ha come sottofondo anche un messaggio nobile e importante: comunicare l’importanza della prevenzione attraverso il design.

Ecco a voi l’intervista:

Da cosa nasce il tuo progetto e come mai proprio la North Cape 4000?

Quando scelsi per la prima volta di girare la Scozia in bicicletta, in molti mi parlavano di questa meta leggendaria. Capo Nord. Qualsiasi strada si scegliesse per raggiungerla, ci si doveva imbattere nella natura selvaggia del grande Nord, ed era proprio questo tipo di evasione che stavo cercando. Un’ immersione totale nei fiordi Norvegesi. Poi seguendo l’hashtag #Northcape attraverso Instagram, mi sono imbattuto in questo evento di ultracycling, ed è stato subito primo amore.

Come ti sei preparato a questa avventura?

Essendo uno studente universitario, dove la mole di ore a disposizione è davvero molto risicata se non inesistente, l’unico momento in cui potevo allenarmi era durante il tragitto casa-università. Un percorso in piano di circa 70 km andata e ritorno che veniva percorso con temperature anche sotto lo zero, vento, pioggia o neve. Mentre il fine settimana mi concedevo un lungo, a volte due se i progetti universitari erano a buon punto. Ovviamente dovevo cercare di dosare lo sforzo, visto che alla sera lavoravo
in pizzeria per pagarmi gli studi. Quando parlo di lungo, intendo distanze che variano dai 170 ai 404 km (quest’ultima è la distanza nonstop più lunga che ho percorso fin ora, in occasione del mio compleanno). L’obiettivo era quello di accumulare almeno 10.000 km pre-gara, e preparare il corpo a sostenere tra le 10 e le 15 ore consecutive di pedalata.

Quali consigli ti senti di dare a chi vuole affrontare una sfida del genere?

Amate la bicicletta. Prima di pensare di poter affrontare una sfida simile, dovete assicurarvi di amarla veramente, che sia profondo e non effimero, altrimenti quando sarete in crisi, non ne vorrete più sapere. Se arriverete al punto che due giorni di fermo vi pesano e non vedete l’ora di salir su, allora metà della strada è fatta. Poi se avete uno spirito avventuriero, se non vi accontentate di andare nei soliti posti dove mamma e papà vi portavano fin quando eravate piccoli, allora non vi rimane che allenarvi. Ma questo è il meno. Cioè, basta che troviate un buon preparatore, un buon biomeccanico e perché no, anche un nutrizionista; ma ricordate che non c’è alcuna figura professionale che vi possa insegnare l’amore per la bicicletta e la voglia d’avventura. Senza queste due, potreste essere la persona più in forma in assoluto, ma al terzo giorno mollereste.

Come mai il nome “Togetheroad“? Qual è la filosofia che sta dietro a questo progetto?

Non voglio assumermi meriti che non mi spettano, quindi confesso subito che il nome l’ha trovato uno dei ragazzi che fa parte di questo progetto, ovvero Luca. Ci ha azzeccato perché in viaggio non sarò solo, o meglio, sarò l’unico del gruppo che pedalerà durante tutto il tragitto, mentre gli altri si occuperanno nel progettare e divulgare le 12 regole di prevenzione, le pillole di Design, montaggio video, gestione social e ovviamente quello che non deve mancare mai, l’appoggio e l’incitamento morale. Quindi, quando mi ritroverò davanti al Globo, ci saranno tutte le persone che hanno sostenuto, seguito e appoggiato questo progetto. La parola “solo”, non esiste.

Da Torino a Capo Nord: un viaggio che si preannuncia indimenticabile! Quali pensi saranno gli aspetti più emozionali di questo viaggio?

Essendo il primo evento di ultracycling a cui prendo parte con un numero sulla schiena, ed il fatto di sapere che vi saranno altri 145 partecipanti di oltre 30 nazionalità, mi fa venir un brivido di adrenalina. Fin ora ho sempre viaggiato in solitaria, quindi viaggiar in compagnia renderà l’esperienza unica. In fondo siamo animali sociali. Per quanto riguarda il tragitto, nonostante alcuni tratti gli abbia già percorsi, non si sa mai cosa ti riserveranno. Ciò che aspetto con grande entusiasmo, oltre ai fiordi norvegesi, sono le renne. La mia Bianchina (il nome della bicicletta) non ha mai visto una renna. Confido riesca a mantenere un minimo di contegno quando si incontreranno, e non impazzisca cercando di rincorrerle, altrimenti chi la ferma più.

Il Design e la salute fanno da sottofondo a questo progetto; come mai proprio questo due tematiche?

Quando affronti viaggi simili, anche grazie ai vari social media, riscontri un buon impatto mediatico, quindi rivedendo le esperienze di alcuni viaggiatori, non ho mai apprezzato il fatto che si limitassero a raccontare la propria giornata come un semplice diario di bordo, dove esprimevano prettamente il proprio stato d’animo oppure i dati chilometrici. Preferisco le persone che vanno oltre, che colgono l’occasione perché vogliono trasmettere un messaggio oppure nobili valori. Da qui nasce l’idea di voler sensibilizzare le persone su due tematiche a me care. La prima, che mi ha riguardato in prima persona all’età di 19 anni, riguarda le 12 regole del codice Europeo per la prevenzione del cancro, mentre la seconda riguarda il mio attuale indirizzo di studio, ovvero il Design.

Come si collegano questi due temi apparentemente così diversi e distanti tra loro?

Eh bella domanda. Il progetto gira proprio su questo punto, ovvero, è possibile trasmettere le 12 regole del codice Europeo, attraverso il Design? Essendo il Design una disciplina molto ampia, per farlo conoscere alle persone, abbiamo deciso di scegliere 12 tematiche. Ad ogni studente veniva assegnata una regola del codice Europeo, ed una tematica del Design. Ciò che veniva richiesto, è di creare un manifesto grafico della regola, tenendo conto della tematica di design. Ovviamente le tematiche di Design, sono collegate alle varie tappe che attraverserò in bicicletta. Se ancora non vi è chiaro, seguite pure il progetto durante i giorni di pedalata, dato che pubblicheremo un manifesto al giorno.

Chi sono i vostri partner, se ne avete? E se non ne avete; pensate di coinvolgere qualcuno per veicolare meglio il vostro messaggio?

Sono LILT sezione Udine (Lega Italiana Lotta contro i Tumori), il MuDeFri (Museo del Design del Friuli Venezia Giulia) e la nostra Università, ISIA di Pordenone. Ovviamente ci piacerebbe coinvolgere tutte quelle piattaforme che condividano i nostri valori ed il nostro progetto.

Una domanda aperta: cosa ti senti di dire e comunicare ai nostri lettori? Un messaggio, una pillola, uno slogan!

Ama il tuo prossimo, come fosse la tua bicicletta.

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