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La nuova Wilier Zero SLR alla Maratona Dles Dolomites

La Maratona Dles Dolomites-Enel è una delle granfondo più belle e desiderate al mondo; una di quelle esperienze che ti segnano dentro e ti lasciano un ricordo indelebile per tutta la vita. La Maratona è un vero e proprio viaggio nel cuore delle Dolomiti alla scoperta di se stessi e dei propri limiti.

Noi di KmZero Cycling abbiamo deciso di intraprendere questa avventura insieme alla nuovissima Wilier Zero SLR: una bici molto elegante ma al tempo stesso performante e affidabile. Insomma, il “vestito” ideale per presentarsi al gran gala del ciclismo amatoriale.

La nuova Wilier Zero SLR

La Maratona si divide in tre percorsi differenti per chilometraggio e difficoltà. Un percorso corto di 55 km che ricalca il famosissimo “Sellaronda” attraverso i canonici 4 passi (Campolongo, Pordoi, Sella e Gardena); un percorso medio che vede aggiungersi, oltre al Sellaronda, anche il Passo Falzarego ed il Valparola per un totale di 106 km; ed, infine, il percorso lungo da 138 km; il più temuto e rispettato da tutti.

Ovviamente, con una bici del calibro della nuova Zero SLR di Wilier, non potevamo che optare per il percorso lungo. 138 km, 4.500 metri di dislivello, tutti i passi dolomitici più importanti e leggendari (il Pordoi, il Sella, il Gardena, il Campolongo, il Falzarego, il Valparola e, infine, il Passo Giau) per testare al meglio tutte le componenti fondamentali di questo nuovo bolide!

La Partenza

Partenza fissata intorno alle 6.30 della mattina da La Villa (dove si affaccia anche la famosa Gran Risa) con il sole che inizia a baciare le dolomiti, donandogli il tradizionale colore roseo della dolomia, e più di 9000 ciclisti che aspettano di vivere una delle giornate più belle della loro vita. In mezzo a noi anche qualche Vip: Martina Colombari, Alex Zanardi, Robert Kubica, Filippo Pozzato, Dorothea Wierer, Lisa Vitozzi, Sofia Goggia, Christian Ghedina e molti altri.

La partenza della 33^ Maratona Dles Dolomites

Giusto il tempo di una benedizione (sempre preziosa) ed è il momento di agganciare gli attacchi e far fare i primi giri alle ruote. E’ iniziata la 33.ma edizione della Maratona Dles Dolomites-Enel.

Il Sellaronda

Un piccolo tratto di trasferimento che da La Villa porta a Corvara ed è già ora di attaccare la prima salita di giornata, il Passo Campolongo, per iniziare così il Sellaronda. Mentre un fiume di gente sale i tornati del Campolongo, i primi raggi di sole si affacciano sul Sassongher alle nostre spalle quasi ad annunciare la giornata che si preannuncia epica ed indimenticabile.

Il Passo Campolongo

Arrivati in cima al Campolongo ci si butta subito a capofitto nella breve discesa che porta fino ad Arabba, da dove parte il lungo ma costante Passo Pordoi. Una delle salite epiche e leggendarie di questo sport.

La Wilier Zero SLR si comporta subito in maniera eccelsa; la salita è senza ombra di dubbio il suo pane quotidiano e, grazie al peso inferiore ai 7 kg (6,45 kg), si destreggia leggera e scattante lungo i 10 km e i 33 tornanti del Pordoi. Si capisce subito che, questa superleggera, sarà una compagna di viaggio piacevole e interessante.

Giusto il tempo di ammirare il monumento in onore a Fausto Coppi, assorbire un piccolo gel ed indossare la mantellina che è ora di scendere in direzione Passo Sella, la terza salita di giornata (una delle più dure).

Il Passo Sella

Il Sella, dal versante di Canazei, è una salita di media lunghezza – appena 5,5 km – ma con una pendenza media dell’8%, che la rende la seconda salita più dura di tutta la Maratona Dles Dolomites. Questo è il terreno giusto per iniziare a testare realmente la bontà dei alcuni componenti della “nostra” Wilier.

Equipaggiata con il gruppo SHIMANO DURA ACE DI2 9170 (elettronico), la Wilier Zero SLR dimostra un’ottima agilità anche nelle salite più impervie e tecniche come quelle del Passo Sella. La fluidità di cambiata contribuisce a rendere l’esperienza di pedalata unica e, a tratti, semplice anche su pendenze che superano il 10%.

Il cambio SHIMANO DURA ACE DI2 9170

Subito dopo la discesa dal Passo Sella è il turno del Gardena; probabilmente uno dei passi più belli ed affascinanti, a livello paesaggistico, di tutte le Dolomiti. La sua pendenza media, intorno al 4,5% medio, ne fa una delle salite più pedalabili e godibili di tutta la Maratona Dles Dolomites.

Dopo aver scollinato sul Passo Gardena ci si rende conto di aver praticamente già portato a termine il Sellaronda o, meglio, il giro dei quattro passi. Il percorso corto della Maratona è praticamente concluso e non resta che buttarsi a capofitto nella discesa che riporta a Corvara. La discesa più lunga e tecnica insieme a quella del Valparola.

Proprio in questa discesa si evidenzia, probabilmente, uno dei pochissimi difetti della nuovissima Zero SLR: la scorrevolezza delle ruote! Senza ombra di dubbio le Miche in carbonio fatte “ad hoc” per la Zero SLR e brandizzate Wilier sono un ottimo prodotto e fanno appieno il loro dovere. Tuttavia, nelle lunghe e tecniche discese, si percepisce qualche “neo” nella scorrevolezza dei mozzi. La superleggera della casa di Rossano Veneto (VI) nonostante “voli” in salita, dimostra una leggera difficoltà nel prendere velocità in discesa (soprattutto nei lunghi rettilinei) e, nonostante la posizione aerodinamica, a mantenerla.

Ora è tempo di arrivare a Corvara; è tempo di iniziare un altro “viaggio”! O meglio, è il momento di provare ad entrare nell’olimpo del ciclismo amatoriale: conquistato il percorso corto, si punta ora al medio (con il Falzarego) con la consapevolezza che, supportati dalla gamba, si virerà sicuramente verso il tracciato lungo della Maratona Dles Dolomites (meteo permettendo). 138 km per 4.230 metri di dislivello!

Il Passo Giau

Dopo essere passati per la prima volta sotto il traguardo della Maratona a Corvara, si sale per la seconda volta in cima al Passo Campolongo e ci si dirige verso Pieve di Livinallongo (passando per Arabba): qui è situato il bivio dove si sceglie se fare il percorso medio o se sfidare quello lungo. Il meteo ci è stato favorevole – o meglio, abbiamo voluto credere così – e di conseguenza ci siamo buttati a capofitto in direzione Colle Santa Lucia – Passo Giau. Giusto il tempo di una piccola sosta al Belvedere, per rifocillare le nostre energie, ed è tempo di affrontare la salita regina di giornata.

L’inizio del Passo Giat

Questo passo è il vero e proprio spauracchio di tutti i partecipanti alla Maratona Dles Dolomites. Sin dai giorni precedenti alla maratona, il Giau viene narrato come uno degli ostacoli più duri e temuti di tutta la giornata: la salita sulla quale vanno in crisi tutti quelli che o non si sono alimentati bene o non hanno più gamba. La salita che decide tutto!

Tuttavia, anche su questa salita, la Zero SLR si disimpegna davvero alla grande: la leggerezza del telaio, appena 780 grammi, si percepisce immediatamente e consente di risparmiare parecchie energie in fase di risalita. Nove chilometri circa separano il bivio di Ponte Codalonga dalla vetta del Passo Giau, tutti intorno al 9% medio con picchi che toccano il 15%.

Il Passo Giau – La salita più dura di tutta la Maratona Dles Dolomites

Lungo queste pendenze si percepisce appieno la qualità della bici; un mezzo tecnologicamente avanzato, il più avanzato di tutta la collezione Wilier Triestina. Il telaio monoscocca, prodotto con fibre di carbonio di altissima qualità e selezionate accuratamente (HUS-MOD), ha la rigidità giusta per rispondere subito alle sollecitazioni della pedalata e per massimizzare al meglio lo sforzo del ciclista!

La Zero SLR fila via liscia e silenziosa fino alla vetta del Passo Giau; sicuramente, grazie a lei, siamo stati in grado di portare a termine la salita senza affanno e potendoci godere anche le emozioni del momento. Il silenzio di centinaia di ciclisti che salivano la strada concentrati e, a tratti, rassegnati dalle avversità del Passo Giau sembrava fare eco tra gli alberi. Un’emozione incredibile!

Falzarego, Valparola e Mür Dl Giat

Scollinati sul Passo Giau ci attende un meritatissimo e mai più desiderato ristoro. E’ tempo di reintegrare immediatamente in vista degli sforzi finali; al termine della Maratona Dles Dolomites 2019 ci rimangono il Passo Falzarego (da Pocol), la “rampa” del Valparola e il leggendario Mür Dl Giat!

Meno di 30 km e il sogno diventerà realtà!

Dopo aver mangiato un panino, qualche pezzo di frutta secca e una banana, si rimonta in sella alla nostra Wilier Zero SLR per affrontare la lunga ma bellissima discesa che porta a Pocol, in prossimità di Cortina D’Ampezzo!

Arrivati all’attacco del Passo Falzarego abbiamo superato le sette ore di gara e i 100 km di percorrenza! Ci rimangono altri 10 km di salita costante al 6%; niente di proibitivo (in condizioni normali) ma, in questo caso, la salita sembra non finire mai e le pendenze sembrano addirittura superiori a quelle del Giau.

Il Passo Falzarego

La stanchezza inizia a farsi sentire. Tuttavia, nonostante i tanti chilometri di salita, le gambe reagiscono ancora bene e non si sono mai fatti sentire i crampi o altri tipi di dolori.

La SLR Boost Kit Carbonio di Selle Italia, trovata come primo montaggio sulla Zero SLR, è stata senza ombra di dubbio uno dei fattori che ci ha permesso di vivere la gara in serenità: davvero un’ottima sella. Per tutta la durata della Maratona ci ha supportato senza mai farsi sentire. Il particolare foro centrale (chiamato Superflow) per lo scarico della pressione dalla zona prostatica ha fatto il suo dovere e ci ha assicurato comfort anche nei momenti più duri.

Arrivati in cima al Passo Falzarego ci riposiamo per qualche secondo prima di affrontare l’ultima, temuta, salita: il Valparola. Sono poche centinaia di metri, poco più di un chilometro, con pendenze massime che toccano il 15%. Devastanti per chi viene da oltre 100 km di gara e quasi 4000 metri di dislivello.

Non ci resta che buttare il cuore oltre l’ostacolo e superare anche questa asperità! Al di là del valico resta solo una discesa e il Mür Dl Giat; poi è fatta. Tuttavia, quando tutto sembra andare per il meglio, ecco un temporale improvviso. Una di quelle perturbazioni veloci ma molto intense che spesso si verificano sulle Dolomiti. Ci tocca affrontare l’ultima, e molto tecnica, discesa di questa Maratona sotto una pioggia incessante che a tratti si tramuta in ghiaccio.

La discesa dal Valparola

La strada, in poco più di un minuto, si trasforma in un fiume di acqua e i tornanti sembrano quasi delle cascate. Il freddo trapassa anche la mantellina e il gilet della Maratona. Non il finale che si sperava; ma, ormai, non ci si può più arrendere!

Lungo la discesa che dal Valparola porta a La Villa sono stati fondamentali i pneumatici Vittoria “Corsa” e i freni a disco Shimano montati sulla nuova Wilier. Il connubio tra questi due fattori ha reso la discesa, nonostante fosse bagnata e pericolosa, molto più sicura e molto più “pedalabile”. Soprattutto grazie ai freni a disco, l’esperienza di guida cambia notevolmente! In fase di frenata, in prossimità di tornanti, la bici sembra nettamente più stabile e risponde immediatamente ai comandi mantenendo uno spazio di frenata molto simile a quello in condizioni normali

Arrivati alla fine della discesa, in località La Villa, si svolta a destra e, finalmente, si affronta uno degli strappi più conosciuti e temuti di tutto il ciclismo: il Mür Dl Giat – chiamato così poiché gli abitanti di La Villa vengono soprannominati “i gatti”. Una muro di circa 400 metri con una pendenza media del 13% (con punte massime al 19%). La vera e propria “ciliegina sulla torta” per portare a termine un’impresa di questo tipo!

La Wilier Zero SLR sul Mür Del Giat

Passato il Mür Dl Giat, è un trionfale ed emozionante pedalare fino a Corvara. In quei pochi chilometri di falsopiano ti passano davanti tutti i momenti più belli e significativi della “tua” Maratona; tutti i fotogrammi dei panorami splendidi e delle persone che hai conosciuto o riconosciuto lungo il percorso. Non ti resta che lasciarti andare alla commozione e all’incredulità di aver portato a termine un vero e proprio viaggio.

Passi sotto lo striscione dell’ultimo chilometro e inizi a sentire il cuore che batte sempre di più. Sei ancora incredulo! Vedi l’arco d’arrivo e finalmente realizzi che è finita! Purtroppo, o per fortuna, si conclude una delle esperienze più belle e segnanti di tutta una vita. Una di quelle cartoline che rimangono per sempre impresse nel cuore e che, un giorno, sarà possibile raccontare a figli e/o nipoti. Non è nient’altro che una pagina del meraviglioso libro chiamato “Vita”.

Sul traguardo della 33^ Maratona Dles Dolomites

Wilier Zero SLR: la valutazione finale

Voto: 9/10

La nuovissima Wilier Zero SLR è senza ombra di dubbio una bellissima bici, sia dal punto di vista stilistico che dal lato tecnico! Nata come superleggera (appena 6,5 kg), rispetta in pieno le aspettative e, soprattutto in salita, si lascia guidare con grande semplicità.

Il design, la grafica e lo stile la rendono una bici davvero molto elegante e minimal! La versione nera, con inserti e scritte bianche, è davvero “pulita” nelle linee – anche grazie ai cavi integrati sia nel manubrio che nel telaio – e molto piacevole alla vista: una bici da “gran gala” come la Maratona Dles Dolomites!

Equipaggiata con tutte le componenti “top di gamma” è, senz’altro, tra le bici più belle sul mercato! Il cambio Shimano Dura-Ace DI2 9170 rende la bici ancora più piacevole e semplice da condurre, soprattutto nelle salite dure e sfidanti. I freni a disco (sempre Shimano), uniti alla forcella asimmetrica, sono tra le componenti più utili e percepibili di tutta la bici: le lunghe discese tecniche e, in alcuni casi, bagnate non sono più un problema con la nuova Zero SLR. La sella – la nuova SLR Boost di Selle Italia – è senz’altro un ottimo prodotto che contribuisce a mantenere alto il livello dell’intera bici e a donare un ulteriore tocco stilistico.

Tuttavia, se proprio dobbiamo trovare un punto debole della nuova Wilier, lo possiamo individuare nella scorrevolezza delle ruote. Le nuove ruote Miche, fatte appositamente per Wilier e graficate con il logo dell’azienda di Rossano Veneto, sono sicuramente un ottimo prodotto sia in termini di materiali che di leggerezza ma, soprattutto nelle lunghe discese, hanno dimostrato delle difficoltà in termini di scorrevolezza e di raggiungimento della massima velocità. Niente di grave o di pregiudicante ai fini della valutazione del mezzo; solo un doveroso e corretto appunto.

Nel complesso la nuova Wilier Zero SLR è più che promossa! Una bici che sicuramente si piazza, e si piazzerà, in cima alle classifiche di gradimento in quanto a cura dei dettagli e scelta dei componenti. La nuova Zero SLR premia gli ultimi sforzi fatti da Wilier Triestina in quanto a studio dei materiali e aerodinamica e, di conseguenza, si merita un voto molto alto: 9/10. Una bici per divertirsi e tutta da vivere!

Maggiori info su: www.wilier.com

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