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Tour De France: Velkommen tilbake (“Bentornata!”)

È tornata! È tornata in gruppo la bandiera norvegese! O meglio, in realtà c’è sempre stata ma, tra vincitori del campionato nazionale appartenenti a squadre continental e scelte cromatiche più che discutibili (vedi quella fatta lo scorso anno dall’UAE-Team Emirates per Stake Laengen. Obbligato a vestire una divisa dove la croce norvegese più che brillare passava decisamente in secondo piano), era da un po’ di tempo che non splendeva in maniera così forte nello scacchiere multicolore del plotone.

Il merito di tutto ciò va alla Jumbo-Visma, all’apprezzabile soluzione adottata dal suo sponsor tecnico ma, in primis, al corridore della formazione olandese che quel vessillo lo ha conquistato nella prova su strada il 30 giugno scorso a Røyse, nella contea di Buskerud. Qui, al termine di un percorso lungo 204 chilometri, l’uomo in questione che risponde al nome di Amund Grøndahl Jansen si è imposto in una volata a tre a cui hanno fatto seguito non pochi strascichi e polemiche.

Il portacolori della formazione nederlandese infatti per Andreas Leknessund, presente insieme a lui e Carl Fredrik Hagen nel terzetto andato nel finale a giocarsi il titolo, sarebbe stato autore di uno sprint scorretto ostacolandolo e chiudendolo irregolarmente: la giuria presente sulla linea bianca tuttavia, dopo aver riesaminato con attenzione i fatti, ha giudicato al limite ma non illecita la manovra nelle ultime decine di metri da parte di Jansen che, in questo modo, ha potuto esultare assieme ai suoi cari per il successo più importante (finora) della carriera.

Il trionfo, che gli consentirà di sfoggiare e portare in giro per un anno intero la maglia griffata coi colori del suo Paese, è arrivato come ciliegina sulla torta (o, viste le circostanze, come fragola su una bløtkake) di un mese e mezzo ad altissimo livello che potrebbe aver definitivamente segnato una svolta nel percorso professionale del corridore scandinavo.

Partito a dodici anni da Nes (una sessantina chilometri a nord-est di Oslo), il cammino di Jansen ha conosciuto momenti di rilievo assoluto tra i dilettanti e in particolare nel 2016, quando le vittorie a ripetizione ottenute allo ZLM-Roompot Tour, al Tour de Gironde, in patria e soprattutto al Tour de l’Avenir fanno saltare sul divano molti dei team manager degli squadroni professionistici.

Richard Plugge, più convinto e lesto di tutti nel comprendere ed investire sul talento nordico, è colui che per primo e più insistentemente bussa alla porta della giovane promessa del Team Joker che, percepita la volontà e il grande desiderio del tedesco di farlo entrare tra le fila giallo-nere, non ci mette molto ad accettare il biennale offertogli dagli olandesi.

I due anni iniziali però per Amund sono decisamente di adattamento e di rincorsa al passo e al modo di correre tra i professionisti. I risultati scarseggiano ma il ragazzo si cimenta bene nei compiti di gregariato per la squadra, ascolta e assorbe tutto quello che gli viene detto (una grande capacità sottolineata a più riprese dai direttori sportivi e dai compagni di squadra in gioventù) proseguendo nella sua maturazione tecnica e atletica. Questi aspetti, assolutamente poco noti al grande pubblico, convincono i dirigenti della squadra a prolungargli il contratto già all’inizio del 2018 mettendo nero su bianco la fiducia e la considerazione di cui gode presso di loro.

In casa LottoNL-Jumbo sono chiaramente persuasi che, nonostante si faccia fatica a scorgere il suo nome tra i primi cinque delle corse a cui prende parte, prima o poi il talento del ragazzo sboccerà e con una mossa atta a garantirgli più tempo e serenità vogliono metterlo a suo agio e dargli ancora più possibilità di crescere un gradino alla volta, inserendosi ancora meglio tra i compagni e facendogli comprendere davvero quali possano essere le sue ambizioni.

Certamente motivato e spinto da ciò, il norvegese approfitta appieno della possibilità e del tempo concessigli affinando sempre di più il proprio olandese e trasferendosi a Girona (dove conosce la sua attuale fidanzata e aggiunge al proprio bagaglio linguistico anche lo spagnolo), luogo frequentato da diversi pro’ ed ex corridori del suo Paese. Anche sotto l’aspetto dei risultati e della partecipazione in corsa qualcosa inizia a migliorare ma è da quest’anno e in particolare da fine maggio che la sua presenza in squadra comincia ad assumere un ruolo diverso: in poco più di un mese l’atleta norvegese infila il successo (con tutta la Jumbo-Visma) nelle Hammer Serie di Stavanger, centra la vittoria parziale allo ZLM Tour davanti al compagno Teunissen e poi aggiunge la perla del campionato nazionale su strada, giustificando pienamente la seconda convocazione consecutiva per la Grande Boucle e mostrando per la prima volta i bagliori di classe cristallina con cui ha illuminato in più d’un occasione le corse tra i dilettanti.

Come premio, la sua formazione e i suoi fornitori lo ricompensano con una maglia completamente fasciata dalla croce scandinava dove i tre colori (rosso, bianco e blu) spiccano in maniera evidente e saltano subito all’occhio in mezzo al giallo-nero dei compagni.

È difficile dire dove e fino a che punto Jansen potrà portare questa maglia ma certamente da parte sua, per tutto il Tour e gli impegni successivi, lo farà con grande orgoglio e voglia di migliorarsi ancora. Proverà probabilmente a fare un ulteriore step nelle classiche, con un occhio particolare a quelle del Nord (quest’anno è stato ripreso all’ultimo chilometro nella Gand-Wevelgem vinta da Kristoff), proverà a testarsi in qualche sprint (dove ha già dimostrato di saper sgomitare) e per il resto cercherà di essere sempre decisivo nei finali di corsa per i vari capitani di giornata. Quest’ultimo è un compito che sta egregiamente eseguendo anche in questi giorni, dove le sue abilità nel leggere la corsa (peculiarità già sottolineata in tempi non sospetti dal suo direttore sportivo al Team Joker, Gino van Oudenhove) e nel lavorare come pilota stanno risultando particolarmente utili alla causa dei suoi leader e a sé stesso per farsi conoscere ai più.

Non sarà un dramma se non avrà libertà e un’occasione per giocarsi un successo parziale: Amund ha capito che la qualità più importante per avere successo nel ciclismo professionistico è la pazienza. Solo con quella, lavorando duro e rimanendo consapevoli che i momenti buoni vanno e vengono, si può mantenere la giusta attitudine e sfruttare le possibilità che inevitabilmente il destino concede.

Non è automatico, specialmente tra i giovani che si affacciano al professionismo, comprendere ciò e rimanere sulla retta via. Dal canto suo per questo Jansen deve ringraziare l’appoggio avuto dalla sua famiglia, i primi consigli avuti da Tore Pedersen (uno dei suoi primi allenatori) come anche la propria leggerezza e la propria apertura mentale, quelle che lo hanno spinto ad ammettere di essersi spostato dalla Norvegia per ragioni pratiche (risparmiare tempo e denaro) e a dichiarare che forse “non è il momento giusto per una gara World Tour in Norvegia perché verrebbero esclusi alcuni team continental […] non consentendo ai talenti norvegesi di parteciparvi e mettersi alla prova”. Sempre queste due qualità potrebbero renderlo a breve uno dei più meritevoli rappresentanti della nuova nidiata norvegese cresciuta con le imprese di Thor Hushovd mentre invece, nel presente, gli hanno già permesso di coltivare una passione curiosa per un ciclista come quella per la cucina.

Non è un mistero infatti che, mentre in molti sono ricorsi a chef e nutrizionisti per la propria alimentazione, Amund abbia approfondito privatamente negli anni la sua inclinazione e il suo amore per la cucina, preparando “pietanze mai fatte o riproponendone altre già eseguite”. La specialità della casa sono i piatti tradizionalmente preparati in Norvegia per il Lillejul (letteralmente “Piccolo Natale”) che si festeggia con una grande cena due giorni prima di Natale.

Al Tour difficilmente avrà modo e tempo di mettersi alla prova in cucina ma chissà che, in qualche modo, non riesca davvero a cimentarsi con una ricetta che i fan delle due ruote hanno assaporato per l’ultima volta il 29 luglio di un anno fa: la vittoria di tappa in salsa norvegese.

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