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Blog Giro D'Italia 2019 Professionisti

Giro D’Italia (Tappa 15): Domenica sul Ghisallo

“Che giro facciamo questa domenica?”

“Un’ottantina di chilometri con qualche salita può andar bene?”

“Ok, ma a quali avevi pensato?”

“Beh, ci sarebbero Sirtori, Lissolo, Colle Brianza…qualcuna di queste. E poi volendo ci sarebbe il Ghisallo”

Già il Ghisallo. Quando i tanti ciclisti della pianura lombarda, urbani e non, pensano al proprio itinerario per l’uscita domenicale il nome del Ghisallo esce spesso e con forza. Tutti sanno della sua presenza là, incastonato sotto Monte San Primo (altra scesa rilevante), tutti sanno della sua difficoltà come del ruolo che ricopre e della suggestione che si ha raggiungendone il culmine.

Il lato nobile, storico di questa asperità è quello da Bellagio (8,5 chilometri con punte al 14% e 5,6% di pendenza media), mentre quello da Canzo è decisamente molto più pedalabile e ha come unico grande ostacolo lo strappo di Barni verso Magreglio. Ad ogni modo, qualsiasi sia il versante da cui si decide di giungere in cima, il Ghisallo rappresenta più di una salita: è un mito, un luogo sacro, un percorso di fatica e sudore per ricevere una purificante benedizione in vetta.

Lassù chi cavalca la bicicletta sa di trovare un posto dove il mezzo che usa è glorificato e lui stesso può sentirsi ben accolto, rispettato e soprattutto protetto. Ad accogliere gli avventurieri a pedali infatti c’è la Beata Vergine Maria a cui è dedicato il piccolo Santuario posto sulla sommità, una presenza divina a cui tutti immancabilmente finiscono per rendere omaggio facendo capolino anche per pochi istanti all’interno della chiesetta, arricchita da tutti i cimeli portati in dono fin qui da alcuni dei più grandi campioni delle due ruote.

Il Giro d’Italia, nel 70° anniversario della bolla pontificia con cui la Madonna è stata riconosciuta protettrice dei ciclisti, è voluto transitare per questo spazio iconico e i corridori, passandoci di fianco, sicuramente ne hanno sentito la sua influenza alla pari di quella data dai busti delle leggende Magni, Coppi, Bartali e Binda posti nei paraggi: questo insieme di forze ha così benedetto la fuga dei temerari Cattaneo e Cataldo, protetto la picchiata di Nibali giù dal Civiglio, dato fuoco all’animo del tenace Yates, lasciato che il “gruppetto” arrivasse sano e salvo al traguardo di Como.

Lo stesso trattamento però è stato riservato anche a tutti quelli che, inforcando i propri velocipedi, hanno sfidato pendenze e meteo incerto per raggiungere questo totem, che costituisce una zona quasi inviolabile in cui ogni pedalatore può sentirsi un po’ come a casa e dove tutto profuma di ciclismo. Il Museo sorto nel 2006 per volere del primo e inimitabile “Leone delle Fiandre” è un posto splendido per tenere viva la fiammella della propria passione, la stessa che arde perenne all’interno del Santuario portata qui fisicamente dal Vaticano a metà XX secolo.

Tutti i bike addicted amano radunarsi in questo luogo che è unico e possiede un potere attrattivo rinforzatosi sempre più nel tempo grazie a coloro che hanno contribuito a costruirne la leggenda. Pedalare (quasi) sulle stesse strade lungo le quali alcuni dei più grandi fuoriclasse di sempre hanno scritto pagine e imprese così indimenticabili è qualcosa che stimola e rende affascinante oltremisura il Ghisallo per chi decide di approcciarlo.

Le scalate a questo spauracchio della Valassina sono diventate dei veri e propri pellegrinaggi, delle vere e proprie missioni per rendere tributo a chi per anni ha tenuto in alto il nome del ciclismo. La sua fama così si è sparsa in fretta e ha travalicato i confini nazionali, trasformando il viaggio fin qui in un vero e proprio must per gli amanti del genere.

Era doveroso quindi che la Corsa Rosa, manifestazione internazionale ammirata in tutto il globo, facesse visita ad uno dei suoi focolai ciclistici più ardenti e che fossero in tanti, approfittando della pedalata domenicale, a mostrare quanto fossero forti il trasporto e l’attaccamento per la bicicletta in questo territorio. Che però, alla fine, non sono una novità perché ogni weekend, con il sole o la pioggia, il richiamo del Ghisallo è fortissimo e qualcuno in maniera inevitabile viene sempre a rinvigorire, a testimoniare quanto siano grandi la sua storia e il suo prestigio.

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