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Giro D’Italia (Tappa 8): Maltempo si, maltempo no

Da marzo pazzerello a maggio…malandrino. Il tempo, inteso in senso atmosferico, pare impazzito e totalmente imprevedibile. Temperature più basse della norma, rinforzi di neve sulle vette alpine e appenniniche, torrenti che straripano, piogge istantanee e violente sono tutti eventi che stanno caratterizzando il meteo lungo lo Stivale, provocando danni, creando problemi e influenzando inevitabilmente anche la Corsa Rosa che lo sta attraversando.

Sulle otto frazioni disputate finora ben quattro, con diverse gradazioni d’intensità, sono state interessate da perturbazioni piovose e tra queste anche l’ultima con arrivo a Pesaro. Per fortuna degli atleti in gara l’acqua è scesa sul percorso solo per pochi minuti e soprattutto non ha influenzato in maniera decisiva il tortuoso finale verso il capoluogo marchigiano, dove a sfrecciare per primo sul traguardo con un ottimo spunto conclusivo è stato Caleb Ewan, primo davanti a Viviani (autore di una volata in solitaria) e un Ackermann sempre più in ciclamino.

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Come nella felice (per i colori italiani) tappa verso San Giovanni Rotondo i piovaschi dunque hanno solamente lambito per qualche chilometro i protagonisti della manifestazione, i quali invece hanno decisamente sofferto i rovesci nella prima parte della Bologna-Fucecchio e in particolare lungo l’intera Frascati-Terracina, altri capitoli di questo Giro conclusisi allo sprint.

L’effetto di questi temporali, assieme alle correnti d’aria che li hanno anticipati o seguiti, ovviamente è stato quello di abbassare la temperatura esterna, mettendo ulteriormente alla prova la già delicata salute dei ciclisti in gara e testando contemporaneamente la loro abilità nella guida del mezzo in condizioni avverse: nel modo in cui non basta nulla per ammalarsi e compromettere una corsa per la quale si sono spesi mesi di preparazione, in egual misura è sufficiente davvero una distrazione o una curva mal gestita sotto l’acqua per finire a terra e rischiare anche qui di veder anzitempo svanire le proprie ambizioni di gloria.

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C’è tuttavia pure un altro aspetto da tener presente: vi sono infatti anche diversi partecipanti che sotto la pioggia hanno la capacità di esaltarsi e di saper rendere al meglio. Costoro non vedono le condizioni climatiche ostili come un nemico anzi, queste addirittura da un lato costituiscono per loro lo scenario ideale in cui costruire le proprie imprese e, dall’altro, rappresentano il miglior alleato per minare le resistenze e il morale di chi invece percepisce pioggia, neve e vento come dei fastidiosissimi oppositori.

Non solo, oltre ai due partiti (quello che non sopporta gli ostacoli atmosferici e quello che invece con questi ama gareggiare) vi sono anche coloro per cui è indifferente competere sotto la pioggia ma che nel mese di maggio la apprezzano per altri motivi. È il popolo degli allergici, un gruppo che nel ciclismo non è mai mancato e che anche oggi al Giro è presente in numero più o meno cospicuo.

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Da Vincenzo Nibali a Giacomo Nizzolo, da Chaves e la sua crisi lo scorso anno a Contador nelle stagioni passate fino al recente caso di Mikel Landa nella cronometro di apertura a Bologna sabato scorso (quando i temporali erano previsti ma alla fine hanno risparmiato i corridori), sono molti i soggetti deboli le cui prestazioni hanno risentito e possono potenzialmente sempre essere influenzate dalla presenza di pollini, graminacee e altre sostanze che in questo mese solitamente circolano nell’aria in ingenti quantità.

Per questi, anche se comporta altri tipi di rischi, la pioggia in quest’ottica non può che essere ben accolta e considerata come un accadimento favorevole. Sicuramente, per chi non soffre di queste patologie e magari deve impostare una volata, perturbazioni e strada bagnata non sono le circostanze migliori, ma per chi invece sa cosa voglia dire lacrimare, sentire pruriti ovunque, far fatica a respirare e starnutire senza tregua per ore quegli scrosci sono accolti come un toccasana, un evento dal potere salvifico in grado di influenzare e giustificare in un dato giorno determinate prestazioni.

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Qualcuno quindi forse, vedendo nelle scorse tappe quei grossi goccioloni rimbalzare pesanti sulla propria mantellina e innaffiare l’asfalto grigio, avrà sì brontolato ma poi di nascosto avrà anche tirato un gran sorriso.

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