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Ultima chiamata per il treno giallo-nero

Durango è una cittadina di circa diciottomila abitanti situata nel sud-ovest del Colorado, più esattamente nella contea di La Plata. Alle porte delle Rocky Mountains, prima che il turismo di massa ne facesse una placida località turistica, una delle attività che più caratterizzava questo piccolo centro urbano era quella mineraria. Le asperità circostanti infatti erano colme di oro e argento per accaparrarsi i quali, in breve tempo, furono avviati una serie di esercizi che fecero crescere d’importanza e notorietà la zona circostante dotandola di servizi e infrastrutture. Fra queste, fondamentale fu la Durango and Silverton Narrow Gauge Railroad, una scenografica linea ferroviaria di collegamento (percorribile ancora oggi) che metteva in comunicazione i due centri urbani grazie a lunghi treni a vapore colorati di giallo e nero.

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Qualche decennio più tardi e a diversi chilometri di distanza da quella tratta, un giovane proveniente proprio da Durango è salito e viaggia spedito su un’altra “locomotiva” color ape, quella del Team Jumbo-Visma al Giro d’Italia capitanata dalla motrice slovena Primoz Roglic.

Sepp Kuss, questi sono il nome e il cognome del ragazzo in questione, è nato ai 1988 metri di quota di questo modesto comune statunitense ed è lì che grazie a Chad Cheeney e Sara Tescher della Durango Devo Program è stato strappato all’hockey e avviato a quella che sarebbe stata la passione della vita e lo strumento alla base del suo lavoro quotidiano: la bicicletta.

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Non è stata però una bici da strada a far scoccare la scintilla per le due ruote al figlio di Dolph (soldato nella Guerra di Corea e poi allenatore della selezione statunitense di sci nordico alle Olimpiadi del 1964 a Innsbruck e del 1972 a Sapporo) e Sabina Kuss ma, come è sempre più consuetudine tra gli adolescenti, una con le ruote grasse: approfittando dei tanti sentieri attorno a Durango su cui diversi campioni della disciplina (da Missy Giove a Greg Herbold fino a Ned Overend, principale fonte d’ispirazione di Sepp), il giovane coloradan è rimasto stregato dal fascinoso potere della mountain bike e in sella ad essa, col passare del tempo, ha ottenuto i primi sorprendenti risultati.

Per tre volte campione nazionale di specialità a livello collegiale, contemporaneamente agli sforzi sui pedali Sepp tuttavia non ha abbandonato quelli sui libri, bilanciando con successo studi e sport e credendo sempre che fosse necessario mantenere il contatto col mondo al di fuori delle corse. Questa consapevolezza, unita all’incertezza sulla propria carriera a pedali, lo ha portato a proseguire il proprio percorso accademico fino alla laurea in pubblicità ottenuta nel 2017 presso l’Università del Colorado, un importante salvagente che gli avrebbe permesso (come da lui ammesso in seguito) di lavorare eventualmente nell’industria dello sport.

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Il giovane rampollo della famiglia Kuss però non finisce dietro una scrivania anzi, complice il passaggio su strada (di cui apprezza maggiormente le dinamiche collettive) nel 2015 si ritaglia piuttosto in fretta un ruolo da protagonista nelle corse secondarie del panorama nazionale, non esimendosi dal mettere in mostra talento e interessanti doti naturali.

A metterlo definitivamente sulla mappa è la vittoria che ottiene nel 2016 nella Redlands Bicycle Classic (una breve corsa a tappe californiana) dove, sul difficile traguardo della seconda tappa a Oak Glen, il corridore in maglia Gateway Harley Davidson riesce ad imporsi battendo tra gli altri alcuni ex professionisti come Lachlan Morton e Janier Acevedo. Il successo, per uno che corre ancora in un team amatoriale, non può passare inosservato e infatti di lì a qualche settimana viene avvicinato e messo sotto contratto dalla Rally Cycling, la formazione con cui nei due anni successivi entra per davvero a contatto col ciclismo che conta non smettendo mai di lanciare segnali importanti.

Stage 5, 2017 Tour de Beauce

Con la maglia arancione (recentemente vittoriosa all’ultimo Giro di Sicilia con Brandon McNulty, atleta al cui fianco cui Sepp gareggia per tutto il 2017) della formazione americana partecipa a tutte le più rinomate manifestazioni nazionali, alza le braccia al cielo per la prima volta nel 2016 in cima a Mont-Megantic in Canada al Tour de Beauce e infine fa conoscenza con le corse del Vecchio Continente prendendo parte al Tour Alsace e (con la divisa a stelle e strisce) al Tour de l’Avenir, gare in cui fatica parecchio ma fa un altro passo avanti nell’adattamento ai ritmi e alle distanze da stradista.

La stagione successiva è quella del salto definitivo, quella in cui è più volte “un fattore” e si dimostra decisamente più continuo e consistente, qualità che gli portano addosso gli occhi anche di alcune formazioni World Tour e fra queste la Lotto-Jumbo.

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Gli olandesi lo avvicinano per la prima volta dopo il decimo posto sul Monte Baldy al Giro di California facendogli fare immediatamente dei test e restando poi costantemente in contatto col suo procuratore, circostanza che motiva ancor di più il ragazzo della Rally che nei quattro mesi successivi registra altri piazzamenti di rilievo nelle corse nordamericane, dal Giro della Utah (dove indossa anche la maglia di leader) al Giro dell’Alberta, chiudendo infine fra Italia e Francia un’annata che lo porta a mettere la firma sul biennale offertogli dai giallo-neri di Richard Plugge.

I primi mesi del 2018 con la nuova formazione sono traumatici, aiuta come meglio può i vari capitani di turno ma per il resto, oltre a stupirsi di come sia seguito e dell’organizzazione del team (dopo la Strade Bianche ringrazia di avere un bus dotato di doccia calda), si trascina con fatica da una corsa all’altra.

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Dopo il Delfinato tuttavia ritorna negli Stati Uniti per preparare la seconda parte di stagione e rivedere familiari, amici e strade conosciute ha su di lui un effetto positivo: la mente sgombra e l’aria di casa rendono più efficaci i suoi allenamenti tanto che Sepp (che ammette i problemi nel seguire una corretta alimentazione) perde quei 4-5 chili senza i quali poi al Giro dello Utah recita la parte del leone, andando a conquistare classifica finale e due successi parziali che gli consentono di fare il pieno di fiducia in vista del suo primo grande giro della carriera, la Vuelta Espana.

In territorio iberico Kuss dà seguito alle belle prestazioni fatte registrare nel suo Paese mettendosi al servizio dei capitani Steven Krujiswik e George Bennett (suo compagno di stanza) e scandendo più volte con notevole profitto il passo in salita. Il risultato è un quarto posto nella generale per la Jumbo-Visma e un enorme bagaglio di esperienza per Sepp che in più d’un occasione dimostra di meritare e poter stare a lungo sul palcoscenico del World Tour.

Cycling: 73rd Tour of Spain 2018 / Stage 9

Al termine dell’avventura spagnola arriva così a dichiarare, dopo i complimenti ricevuti dai propri direttori sportivi, di “apprezzare molto il modo in cui si corre nelle gare a tappe di tre settimane, dove si impara di più e dove si è sempre in nuovi scenari di corsa”, augurandosi di potersi presto confrontare con una simile fatica e mettere in campo quanto appreso in Spagna in un altro Grande Giro.

La convocazione in extremis, al posto dell’infortunato Robert Gesink, per il Giro d’Italia ha permesso al 24enne di Durango di veder realizzato quel desiderio di fine 2018 e ora starà a lui, ottimista di natura e desideroso di crescere ancora, trainare i compagni del treno giallo-nero e proteggere il proprio leader, una mansione che gli consentirà certamente di verificare a che punto sia nel proprio percorso di crescita all’interno del mondo delle due ruote.

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Tra borracce, viaggi all’ammiraglia e assistenza al capitano Kuss da inizio Giro sta affinando la delicata arte del gregariato, immagazzinando ogni gesto e sognando lui, un giorno, di avere a disposizione un’intera squadra. Nel frattempo, lungo lo Stivale Sepp dovrà tenere i piedi ben saldi per terra, stare a fianco del suo leader nelle tappe di montagna (e non solo) e faticare parecchio, proprio come faceva nell’hockey, il suo sport da bambino prima che la bici rapisse lui e il suo cuore e li portasse lontano da pattini e ingaggi.

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