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Il Comelico Superiore

Il Comelico Superiore è uno dei posti più belli e rilassanti dove trascorrere le proprie vacanze sia nei periodi estivi che nei periodi invernali. Immense distese di alberi verdi, paesini incantanti immersi nella natura, salite dolci ma impegnative, panoramici mozzafiato e piatti tipici prelibati: questo è tutto quello che il Comelico può offrire ai suoi visitatori.

“…e di borgate sparso nascose tra i pini e gli abeti tutto il verde Comelico…”.

Giosuè Carducci

Ovviamente, non appena la temperatura lo permette, le strade si riempiono di ciclisti e di appassionati di outdoor. Noi non potevamo assolutamente farci mancare questo bellissimo pezzo di Dolomiti. E così, armati di entusiasmo e di curiosità, abbiamo deciso di fare un piccolo giro per questa vallata così da apprezzarne appieno le caratteristiche.

Partendo da Costalta, un piccolo paesino sotto al comune di San Pietro di Cadore, ci siamo addentrati nel Comelico Superiore passando per Costalissoio, Danta di Cadore, il Passo S.Antonio, Padola, Dosoledo, Candide e, infine, per Costa.

Da Costalta a Costalissoio

Il nostro giro alla scoperta del Comelico parte da Costalta (1.350 m.s.l.m.), un piccolo paesino il località San Pietro di Cadore. Questa piccola località veneta si fa apprezzare principalmente per i suoi (pochi) abitanti, molto gentili e disponibili, e per la sua arte di scolpire il legno dando vita a bellissime e caratteristiche opere d’arte.

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L’arte del legno è attualmente una delle caratteristiche di questo piccolo paesino. Dal 2000 ad oggi si sono tenute e si tengono, tendenzialmente nel mese di Luglio, delle manifestazioni legate alla realizzazione di sculture in legno. Queste veniva prima abbinate alle case di legno del paese, poi sono state affiancate anche ai fienili e, infine, anche al bellissimo “antico lavatoio”. A Costalta si può anche trovare ospitalità a prezzi molto vantaggiosi grazie all’Associazione Albergo Diffuso: un gruppo di amici locali che mette le proprie case a disposizione degli ospiti.


Uscendo dal centro storico del paese si imbocca una bellissima strada panoramica che, rimanendo sempre in costa, permette di ammirare il “Sottogruppo delle Terze” del quale fanno parte il Monte Terza Grande, il Monte Terza Media e il Monte Terza Piccola.

Il sali e scendi di questa strada porta fino al centro abitato di Costalissoio, un altro piccolo paese, di circa 300 persone, e frazione del comune di Santo Stefano di Cadore. Circondato dalle Alpi Carniche e situato sulla costa sud-est del Monte Zovo, Costalissoio domina tutta la vallata del Comelico Superiore ed è considerato come l’ “ombelico” di questa zona. Proprio dalla piazza centrale del paese, dove è situata la chiesa della SS. Trinità (del 1548), si imbocca la breve ma molto ripida discesa che porta a Campitello. Il punto di partenza della salita che porta a Danta di Cadore.

La Salita a Danta

La salita che, da Campitello, porta fino a Danta di Cadore è lunga circa 6 km con una pendenza media del 7,5%. Una salita, quindi, di media lunghezza con una pendenza pressoché costante che permette di pedalare e di gestirsi in maniera molto semplice e regolare. La strada si sviluppa lungo 8 tornanti che consentono, di tanto in tanto, di far riposare la gambe e di rilanciare l’azione.

Gran parte della salita si percorre in mezzo al bosco senza la possibilità di vedere grandi panorami. Tuttavia, a circa un chilometro e mezzo dal centro di Danta, il paesaggio si apre e si estende una delle visuali più belle della zona. Da qui si possono ammirare il gruppo dei Brentoni, le Marmarole e l’Ajarnola nonché le prime abitazioni del piccolo e storico borgo dolomitico.

Danta, infatti, è uno dei paesini più antichi: il primo centro del Comelico citato in un documento ufficiale. Compare, infatti, con l’antico nome di Anananto, in un diploma imperiale del 952 DC che elenca alcuni beni donati alla badia di San Candido.

Una volta arrivati in cima, nei pressi della chiesa di Santa Barbara, si prosegue sulla sinistra, sempre per la strada provinciale numero 6 (la stessa della salita a Danta), in direzione Passo S.Antonio.

Il Passo S.Antonio

Una volta passata Danta di Cadore si possono scegliere solo due strade: o si scende verso Auronzo o si sale leggermente per arrivare allo scollinamento del Passo S.Antonio (1.476 m.s.l.m.). Noi, ovviamente, procediamo in direzione Padola per continuare il nostro giro del Comelico Superiore.


Il Passo S.Antonio rivestì per le valli del Comelico un’importanza storica fondamentale fino agli anni della prima guerra mondiale. Esso rappresentava praticamente l’unico sbocco verso sud per questa zona; non a caso fu eletto suo protettore uno dei santi più amati dalle genti di queste zone.


Il tratto di strada che porta da Danta al Passo non è per nulla impegnativo; eccezion fatta per una piccola rampa, all’8%, situata ad un chilometro e mezzo dalla vetta. Questo pezzo di strada può essere considerato come un piccolo tratto di “trasferimento”. Da segnalare solamente lo “Chalet delle Fate“: un bellissimo ed appartato Bed & Breakfast in legno, affacciato sulle rive del Lago Cestella.

Arrivati in cima al passo, chiamato anche passo del Zovo o “di Monte Zovo, si può notare un vecchio albergo in disuso. Si tratta del bellissimo Albergo Passo S.Antonio; una struttura ricettiva immersa nel verde ma purtroppo “abbandonata” da oltre 10 anni (dato non certo). Sicuramente un ottimo posto dove avviare un’attività personale; per chi ne avesse la possibilità.

Dal Passo S.Antonio il nostro giro prosegue in direzione Padola, seguendo la Strada Provinciale 532.

Padola

Dal Passo S.Antonio si scende per circa 3,5km fino ad entrare nel centro abitato di Padola, in pieno Comelico Superiore. Una discesa molto bella, veloce, e, per alcuni tratti, anche pedalabile. Lungo la strada si passa, sulla destra, prima il lago di Sant’Anna e poi la bellissima e caratteristica chiesetta di Sant’Anna.

Padola, in passato famoso centro termale, è uno dei paesi più grandi della vallata nonché l’ultimo paese del Veneto al confine con il Trentino Alto-Adige e con l’Austria. Questa zona rappresenta un’importante meta turistica per tutto il Comelico, sia nella stagione estiva che nella stagione invernale. Mentre in inverno gli appassionati di sci si possono sfogare sia con un paio di piste da sci alpino (dal 2011 parte del comprensorio 3 Zinnen Dolomites e del Dolomiti Superski) che con un anello da sci di fondo; in estate, è pieno di ciclisti e di appassionati di trekking.


Da segnalare, per gli amanti del ciclismo, il Dolomiti Trail: un percorso, immerso nel verde delle dolomiti carniche, da seguire esclusivamente in mountain-bike.

Giusto il tempo di una piccola pausa presso la pasticceria “Sweet Art (fortemente consigliata), e via di nuovo in strada per tornare verso il nostro punto di partenza.

Dosoledo e Candide

Da Padola, quindi, ci dirigiamo in direzione Dosoledo-Candide. Grazie ad una bellissima e, per alcuni tratti, nuovissima pista ciclabile restiamo in costa affiancando la Strada Statale 52 (quella che collega Santo Stefano di Cadore al Passo Monte Croce Comelico). Questo tratto di strada è molto panoramico e permette di ammirare tutta la vallata del Comelico Superiore che da Santo Stefano si estende, appunto, fino a Padola.

Lungo la strada passiamo, in sequenza, i paesi di Dosoledo e Candide. Il primo è il paese più giovane di tutto il Comelico, nato dalla fusione di nuclei abitativi come Dosoledo, Sacco e Staunovo; il secondo, ben più grande ed importante, è la sede comunale di tutto il comune di Comelico Superiore ed uno dei paesi più antichi della zona (dal 1186).

Dopo Candide, la strada prosegue in discesa passando per Sega Digon, teatro della strage di Cima Vallona del 25 giugno 1967, fino ad arrivare al bivio che indica la salita a Costa.

La Salita a Costa

Subito dopo il ponte sulla Strada Statale 52, si gira a sinistra e si imbocca la salita che, passando per San Nicolò di Comelico, porta fino a Costa. Una salita lunga circa 4 km, con una pendenza media interno al 9%. Sicuramente non una passeggiata ma, complice una serie di tornanti e un asfalto impeccabile, la strada scivola via regolare e Costa si avvicina sempre di più.

Verso la fine della salita, sulla destra, si passa davanti all’Agriturismo Boton D’Oro: un’ottimo posto che offre la possibilità di mangiare le specialità di questa zona e di dormire in uno dei posti più panoramici di tutta la valle.

A pochi metri dallo scollinamento, arrivando finalmente in prossimità di Costa, si incontra un bivio che, se imboccato sulla sinistra, consente di andare fino alla cima del Monte Zovo (il centro di tutto il Comelico) e di incontrare il nuovo Rifugio De Doo. Noi, tuttavia, proseguiamo il nostro itinerario sulla destra per addentrarci nel piccolo centro abitato del paese e poi proseguire in direzione Costalissoio.

Il Ritorno da Costa a Costalta

La strada che porta da Costa a Costalta, passando sempre per Costalissoio, è probabilmente una delle più belle e pedalabili di tutto il Comelico. Proprio per questo alcuni la definiscono la strada del “Belvedere“. Qui, nel 2017, ha fatto anche capolino il Giro d’Italia vinto da Chris Froome.

Passando per il piccolo centro storico di Costa si imbocca una strada asfaltata che, immersa nel bosco e accompagnata da alcuni piccoli sali-scendi, conduce fino a dietro la chiesa di Costalissoio. Da qui ci si ricongiunge con la strada effettuata all’andata e la si ripercorre fino a tornare a Costalta.

Nel piccolo centro abitato appartenente al comune di San Pietro di Cadore, proprio dove tutto era cominciato, si conclude il nostro bellissimo giro alla scoperta del Comelico.

In conclusione, la zona del Comelico Superiore si è dimostrata sicuramente all’altezza delle aspettative e della sua fama. Una vallata, forse, ancora poco conosciuta e praticata ai più (soprattutto fuori stagione)! Un piccolo paradiso dove potersi rilassare e dove poter praticare le proprie passioni in assoluta libertà. Solitamente il relax risiede nelle spa o negli hotel di lusso; in Comelico non è cosi: tutto ruota intorno ai colori e al silenzio dei boschi, in un mix che esalta i 5 sensi umani.

Qui il ciclismo è di casa….

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