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Grandi Salite: Il Passo Manghen

Quella che ci accingiamo a descrivere è una delle salite più lunghe e più dure di tutto l’arco alpino, inserita nel percorso della Sportful Dolomiti Race (meglio conosciuta come Granfondo Sportful) e, per il 2019, salita chiave all’interno della 20^ Tappa del 102° Giro D’Italia. L’ultimo appuntamento per gli scalatori prima della tappa di Verona, dove si deciderà il vincitore del Giro D’Italia 2019.

Passo Manghen

Stiamo parlando della strada che da Borgo Valsugana/Molina di Fiemme porta al Passo Manghen, situato nella catena del Lagorai in Trentino sud-orientale. La salita che parte da Borgo Valsugana (ovvero quella che andiamo a descrivere oggi) è lunga ben 23,4 chilometri e presenta una pendenza media del 7%, anche se gli ultimi 7 chilometri sono quelli più impegnativi con una pendenza media del 9,5% e con punte massime del 15%. Il versante di Molina di Fiemme, invece, è quello chilometricamente più breve, 16,4 chilometri al 7,5% medio, ma è sempre il tratto finale a fare la differenza: ancora 8 chilometri al 9,5% di pendenza media.

La strada del Manghen

La strada che porta da Borgo Valsugana alla cima del passo fu costruita nel 1958 sul percorso di una vecchia mulattiera e in totale misura ben 1600 metri di dislivello. Per chi sale dalla Valsugana il passo del Manghen si imbocca nell’abitato di Borgo. I primi 4 chilometri sono abbordabili e con pendenze piuttosto pedalabili; mentre, subito dopo il bivio di Telve, ci si addentra nella foresta e inizia un tratto di strada leggermente più impegnativo.

Dopo circa 8 chilometri si può respirare per un breve tratto di strada. Sono i due chilometri che anticipano l’inizio della salita vera, quella che, in alcuni punti, presenta pendenze attorno al 13%. La fatica si fa, infatti, sentire nel cuore della Val Calamento, un luogo tanto sofferto quanto incantato per la cornice di pascoli e malghe caratteristiche.

Si pedala per altri quattro chilometri per arrivare su un breve e utile falsopiano che non è altro che il preambolo all’ultimo, durissimo, tratto. Ci aspettano 7 chilometri che sembrano non finire mai. Nel finale la salita non offre nessuna frescura, nessuna ombra, ma solo una interminabile “lingua” di asfalto che porta inevitabilmente verso una grande soddisfazione: il classico cartello con la scritta “Passo del Manghen – m 2042 s.l.m.“.

Tornante del Passo Manghen

Un po di storia…

Il passo Manghen venne inserito per la prima volta nel 1976 all’interno del percorso del Giro d’Italia; per la precisione all’interno della tappa Vigo di Fassa – Comano Terme, dove Luciano Conati si aggiudicò la vittoria di tappa. Quel giorno la maglia rosa fu indossata da John de Muynck e il vincitore finale del giro fu il nostro Felice Gimondi. Questa fu l’unica volta che il passo venne scalato da Molina di Fiemme e, per di più, su strada sterrata.

Nel 1996, a venti anni di distanza, nella tappa Marostica-Passo Pordoi, il Manghen venne scalato da Borgo Valsugana. Vincitore di tappa fu Enrico Zaina (Carrera Jeans). Alla fine della tappa la maglia rosa fu indossata dallo spagnolo Abraham Olano e la vittoria finale del giro fu di Pavel Tonkov (Panaria). Per la cronaca, Mariano Piccoli, ciclista trentino, transitò per primo al gran premio della montagna e vinse, per il secondo anno, la classifica scalatori: la maglia verde.

Giro d’Italia 2012

Tre anni dopo, nel 1999, la carovana rosa inserisce il passo Manghen nella Castelfranco Veneto-Alpe di Pampeago. Quel giorno Marco Pantani (Mercatone Uno) transitò per primo al GPM e conquistò la vittoria di tappa indossando, poi, anche la maglia rosa; quell’anno Ivan Gotti (Team Polti)vinse l’ottantaduesimo Giro d’Italia.

Il passo Manghen venne successivamente affrontato nel giro del 2008 nella Verona-Alpe di Pampeago, con vittoria di tappa ad Emanuele Sella (CSF Group) e maglia rosa a Gabriele Bosisio (LPR Brakes). Giro vinto da Alberto Contador (Astana).

L’ultimo passaggio della carovana rosa sul Passo Manghen fu nel 2012. Quell’anno ad aggiudicarsi la tappa del Manghen (Treviso – Alpe di Pampeago) fu Roman Kriuzigher (Astana) mentre la maglia rosa era sulle spalle di Joaquim Rodríguez (Katusha). Alla fine il Giro d’Italia vide come trionfatore inaspettato il canadese Ryder Heisedal (Garmin).

Info e maggiori dettagli su: www.visittrentino.it/passo-manghen-valsugana

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