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La Bike Hotel Academy
Foto copertina di Lorenzo Prodezza

Uno dei fenomeni più interessanti e con i margini di crescita più ampi di tutto il settore ciclismo sia italiano che globale. Stiamo parlando del fenomeno dei Bike Hotel. Alice Marmorini, ex ciclista professionista, attuale Direttore Tecnico del Velodromo Enzo Sacchi di Firenze nonché Bike Expert e consulente per Bike Hotels, ci ha concesso questa interessantissima intervista alla scoperta della sua Bike Hotel Academy. Progetto in collaborazione con Area 38, web agency di marketing e comunicazione, che mira ad offrire un servizio di consulenza e di formazione a tutti gli albergatori interessati ad aprirsi al meraviglioso mondo del ciclismo.


Ecco a voi l’intervista:

Innanzitutto, Alice, parlaci un po’ di te: Chi sei? Cosa fai? E da dove vieni? 

Amo definirmi come una Aretina dal cuore indie e dall’animo Rap.
Per passione e per lavoro aiuto gli albergatori ad acquisire maggiore consapevolezza sul fenomeno del cicloturismo ed aumentare, quindi, il loro business ospitando i ciclisti. Li aiuto a capire che “Prodotto Bike” e “Marketing” non sono due cose separate, ma le facce della medesima medaglia.
Alice Marmorini durante una lezione

Come è nato il progetto Bike Hotel Academy con Area 38?

Come spesso accade, è nato in maniera del tutto spontanea parlando assieme al proprietario e Bike Manager (Daniele Acler) dello Sport & Wellness Hotel Cristallo di Levico Terme. Eravamo molto entusiasti di lanciare questi eventi di formazione esclusivi per Bike Hotel e il feedback da parte degli albergatori è stato fin da subito estremamente positivo. A tal punto che, dal primo corso base, nato per apprendere gli elementi “bike-oriented” necessari per diventare un Bike Hotel e le strategie di marketing efficaci per attrarre i ciclisti, abbiamo raddoppiato progettando un evento avanzato per chi lavora già con il target dei ciclisti, ma vuole perfezionare ulteriormente le proprie strategie, attività e strumenti di marketing.

Cosa vuol dire essere un Bike Hotel e quali benefici può portare? 

Vuol dire tante cose come, ad esempio, non essere più un hotel generalista; ma vuol dire anche “destagionalizzare” ed aumentare l’occupazione della propria struttura ricettiva. Generalizzando, posso dire che i ciclisti che effettuano vacanze in bicicletta si spostano prevalentemente da Marzo a Maggio e nei mesi di Settembre-Ottobre.

Come dici tu “non bastano due bici a noleggio” per rendere di un Hotel un Bike Hotel; quali sono gli aspetti chiave per fare un Bike Hotel di successo?

Dal mio punto di vista sono due gli elementi veramente chiave per essere un Hotel di successo dedicato ai ciclisti: da un lato le persone e dall’altro la passione.
Per persone intendo sia il Bike Manager che la guida, ma anche lo staff dell’hotel che si occupa del front office; tutti possono contribuire a migliorare o a peggiorare l’esperienza complessiva dei ciclisti in una determinata struttura ricettiva. La passione, invece, è un elemento intangibile che non si può misurare e neanche comprare. Quasi ognuno di noi ha una passione, un’interesse o un’ossessione che lo spinge a spendere somme folli. I ciclisti nutrono un amore quasi folle per la bici. Per questo non importa solo che l’hotel abbia investito molti soldi nella realizzazione di una bike room a regola d’arte e/o abbia comprato delle bici per garantire il servizio noleggio; è fondamentale anche che la comunicazione online e offline dell’Hotel tocchi la passione e il cuore del ciclista altrimenti l’Hotel non sarà in grado di ottenere dei link naturali con i ciclisti. A questo punto ottenere risultati e prenotazioni da parte dei ciclisti sarà difficile tanto quanto pronunciare la parola supercalifragilistichespiralidoso.
Foto di Lorenzo Prodezza

L’Italia, grazie ai suoi paesaggi e ai suoi territori, potrebbe essere ricca di cicloturismo e di Bike hotel; come mai questo fenomeno non si è ancora sviluppato in pieno?

Non tutti possono diventare Bike Hotel! O meglio, non tutti sono in grado di diventare dei Bike Hotel di successo. Entrano in gioco molteplici aspetti: il territorio in cui si inserisce la struttura, la varietà dei percorsi ciclistici che è in grado di offrire, la passione e le persone come detto precedentemente. Tuttavia, un ruolo fondamentale lo gioca la propria “Unique Selling Proposition“, ovvero i propri elementi veramente differenzianti rispetto ai competitors; ma anche le caratteristiche strutturali dell’hotel, gli spazi a disposizione, gli altri servizi che è in grado di offrire, e molti altri ancora. 

Quanto ritieni importanti i social network e quale strategia si può adottare per fare diventare un Bike Hotel una struttura di successo? 

Non esistono formule magiche per creare trazione (crescita) per un Bike Hotel attraverso i canali di marketing. Dipende tutto dalla strategia: conosco Bike Hotel che non lavorano quasi per nulla con i social e sono pieni di ciclisti ed altri che utilizzano in maniera professionale i social ad hanno il medesimo risultato. Dipende tutto dalla strategia. Personalmente sono molto social e lo consiglio, ma solo se utilizzati in maniera professionale e non per postare foto e contenuti quando capita.
Alice alla Roc d’Azur

Come vedi la possibilità di collaborazione di aziende importanti del ciclismo nel finanziare e supportare i Bike hotel? Ci sono aziende interessate o che già lo fanno?

È molto importante la collaborazione con aziende di settore, purtroppo ad oggi il mercato italiano è ancora un po’ indietro. Tuttavia, alcune grandi aziende stanno iniziando a muovere i primi passi e sono fiduciosa per il futuro. Un esempio è “Bike Trekking Lago di Garda” sviluppato e supportato da Focus.

Dal punto di vista del consumatore, quali sono gli aspetti chiave per valutare la bontà di un Bike hotel e successivamente l’esperienza in Bike hotel?

Indubbiamente l’esperienza bike che può vivere. Non mi riferisco solo alla mera uscita in bici. Ma parlo della fase precedente all’arrivo del ciclista in struttura dove è necessario creare un po’ di attesa, incuriosire e scaldare la passione del ciclista; passando per tutta la fase di accoglienza e la permanenza in hotel, per finire poi con la fase di post stay dove è consigliato utilizzare delle strategie per creare passaparola positivo.

Quali posti consiglieresti di visitare, ovviamente con Bike Hotel di qualità, ad un ciclista appassionato?

Ovviamente Sport & Wellness Hotel Cristallo di Levico Terme e Massa Vecchia a Massa Marittima, molto diversi l’uno dall’altro ma provate per credere!

Per concludere, come vedi il futuro dei Bike Hotel in Italia?

Ovviamente il futuro è ancora in crescita, il mercato non è ancora saturo. Ci saranno sempre più ciclisti che verranno a pedalare in Italia, soprattutto stranieri, e sempre più strutture vorranno conquistare questa fetta di mercato molto interessante e dal potenziale inespresso.
Una lezione di Bike Hotel Academy

Tutto il team di Km Zero Cycling ci tiene a ringraziare Alice Marmorini per la sua disponibilità a sottoporsi a questa intervista; un ringraziamento va anche a Lorenzo Prodezza per le bellissime foto di Alice all’opera e ad Area 38 per averci permesso di collaborare per questo articolo.

Il fenomeno del cicloturismo e di tutte le strutture ad esso correlate, compresi i Bike Hotel, sta prendendo lentamente piede all’interno della penisola italiana. E’ fondamentale, quindi, creare awareness sia presso i consumatori che, soprattutto, preso gli “addetti ai lavori”: strutture ricettive, infrastrutture (strade, parchi, bike sharing, ecc.) e organizzazioni amministrative comunali/provinciali che attualmente hanno bisogno di essere aiutate e guidate verso modelli di business efficaci ed efficienti. Proprio per questo motivo, progetti interessanti e utili come la Bike Hotel Academy di Area 38 vanno supportati e fatti conoscere al pubblico: il cicloturismo sarà un aspetto chiave del business ciclistico del futuro!

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