Tour de France – Tappa 6: “Something sparkling please!”

“Qualcosa di frizzante, grazie!”. Nelle giornate calde ed estive che stiamo vivendo in questo luglio 2018 non c’è niente di meglio di una bevanda gassata per soddisfare la nostra sete e placare la secchezza della nostra gola. Se poi a questo aggiungiamo anche la visione di una tappa bretone del Tour de France pretendere una bevanda effervescente diventa la cosa più naturale e spontanea che ci sia.

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Le bollicine infatti, per assistere ad una corsa lungo un tracciato composto tutto da ‘mangia e bevi’ e improvvise folate di vento atlantico, rappresentano il più usuale e corretto abbinamento dal punto di vista enogastronomico: tortuosità delle strade, improvvise arrampicate, forature e cadute fuori programma si accompagnano benissimo a qualcosa in grado di solleticare, sulla direttrice nord-sud, la nostra aridità interna.

Qualcosa di brioso quindi, qualcosa che (che sia spumante o birra) possa portare ad emozionarci di fronte ad un inaspettato imprevisto, a uno scatto ben portato, a un allungo poderoso e deciso. Qualcosa assimilabile, agonisticamente parlando, alle ritrovate ed esplosive gambe di Daniel Martin, abituate nel passato ad improbabili e vincenti assoli ed invece avvezze di recente a blackout incomprensibili.

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12 July 2018 105th Tour de France Stage 06 : Brest – Mur de Bretagne Guerledan BARDET Romain (FRA) ag2r – La Mondiale Photo : Yuzuru SUNADA

Lungo i duemila metri di ascesa del Mur de Bretagne, l‘Alpe d’Huez delle Bretagna, gli arti inferiori dell’irlandese nato a Birmingham hanno ritrovato lo smalto dei giorni migliori (quello per intenderci della Liegi 2013 e del Giro di Lombardia 2014), emulando l’azione vincente del 2015 di Alexis Vuillermoz, gregario oggi di un Romain Bardet uscito sconfitto, causa foratura, dall’arrivo in cima a una delle scalate più iconiche del nord della Francia.

Lui e lo sfortunato Tom Dumoulin (penalizzato poi dal giudice al video di ulteriori 20” per traino dell’ammiraglia) sono le principali vittime, mentre il nipote del mitico Stephen Roche festeggiava il secondo successo in 36 giorni dopo quello nella quinta frazione del Giro del delfinato, dell’esplosione della spumeggiante tappa con partenza da Brest: penalizzati da afflosciamenti dei propri tubolari nel peggior momento possibile i due leader si AG2R e Sunweb sono stati costretti a una disperata rincorsa per limitare i danni dal gruppo dei favoriti che, dietro l’irlandese e alla tardiva azione di chiusura di Pierre Latour, ha visto imporsi in volata un brillante Alejandro Valverde su Julian Alapihilippe e Rafal Majka.

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Tutto questo mentre lo ‘Squalo dello Stretto’ Vincenzo Nibali, stringendo i denti, riusciva a rimanere a contatto del gruppo dei migliori e a distanziare Chris Froome di 8”, Rigoberto Uran di 10” e i vari Bernal, Jungels, Zakarin e Kruijswijk di 12”: un successo considerando che il muro si addiceva a corridori decisamene più esplosivi e reattivi del messinese e visto che, a 100 chilometri dalla conclusione, l’alfiere della Bahrain-Merida si era fatto sorprendere nelle retrovie al momento dell’azione dei Quick-Step.

Già, perché il primo tentativo di far saltare il tappo a una corsa fino a quel momento piuttosto bloccata lo aveva portato proprio la compagine belga di Patrick Lefevere, diplomata in ventagli e capace più di tutti di rendere la corsa selettiva negli insidiosi meandri del vento. I suoi uomini però, dopo un primo tentativo, hanno dovuto arrendersi e alzare bandiera bianca di fronte alla mutata direzione della corrente, consentendo così a chi era rimasto attardato (Primoz Roglic su tutti) di poter rientrare in gruppo e recuperare nei chilometri successivi antecedenti alla doppia e conclusiva ascesa all’asperità bretone.

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Così, grazie anche alle spumeggianti premesse che hanno animato la tappa tra boschi rigogliosi, secchi altipiani e improvvise asperità, all’atto conclusivo la sesta frazione della Grande Boucle si è rivelata più vivace e briosa delle aspettative, portando sul gradino più alto del podio di giornata un orgoglioso irlandese e rendendo la classifica generale un sempre più intricato rebus da risolvere…magari mandando giù possenti sorsi di una bibita frizzante.

Frizzanti come, in attesa delle vere montagne, si annunciano i percorsi del fine settimana.

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