Tour de France – tappa 4: Connessione ristabilita

Oggi, nel XXI secolo, gran parte della vita di un essere umano nel mondo civilizzato è legata a una connessione. Conversazioni, pagamenti, notizie: tutto viaggia nell’etere, lungo onde e correnti che non possiamo vedere ma che a tutti gli effetti ci sfiorano e ci passano attraverso.

La stessa aria che respiriamo, a ben vedere, non è che attraversata da un continuo flusso di dati da cui, in una realtà tecnologica come quella contemporanea sempre meno legata alle cose materiali, dipendono sia l’esistenza degli esseri umani come i destini del mondo che ci circonda e le decisioni importanti riguardo a esso.

Anche il semplice andare in biciletta in questa era è stato influenzato dalle connessioni, principalmente quelle radio ma non solo. Basti pensare a tutti coloro che, professionisti e non, tracciano via GPS i chilometri che fanno in gara o in allenamento, condivisi a volte in tempo reale sui social e su piattaforme virtuali dedicate.

Questo (forse) è il caso estremo a cui si è arrivati nel 2018 nel ciclismo, disciplina che, prima dei trasponder sui velocipedi per stabilire l’ordine d’arrivo in gara, prima dei vari Velon e Strava, si è legata alla scienza delle onde e delle connessioni grazie alla radio. Questo strumento nel professionismo degli ultimi anni ha creato non poco dibattito portando, alla fine, sostanzialmente a due partiti contrapposti: uno contrario al suo utilizzo durante la competizione perché rischia di diventare una sorta di mezzo con cui telecomandare gli atleti; uno favorevole al suo impiego vista la grande utilità che può ricoprire a livello di sicurezza per i corridori stessi.

3

Tra le tante voci autorevoli che di recente hanno preso parte alla discussione sviscerando la propria opinione ce n’è anche una decisamente importante e influente che si è fermamente espressa contro l’uso di questo apparato tecnologico: quella di David Lappartient, presidente della federazione ciclistica internazionale da neanche un anno e sindaco della città di Sarzeau, proprio località sede di arrivo della quarta tappa del Tour de France di quest’anno.

Il caso ha poi voluto per l’appunto che lungo i 195 chilometri che hanno portato il gruppo da La Baule al traguardo nel golfo di Morbihan la palma dell’episodio più curioso di giornata andasse esattamente alla radiolina “dispettosa” di Mark Cavendish: a 134 chilometri dalla linea bianca, dopo che da un po’ l’ex campione del mondo e il suo meccanico dall’ammiraglia trafficavano col mezzo che chiaramente aveva qualche problema, il britannico è stato costretto a un stop fuori programma lungo la careggiata per recuperare il suo apparecchio che all’improvviso gli era scivolato via dalle mani.

Tour de France 2018 - Stage 1 - Noirmoutier-en-I'lle to Fontenay-le-Comte

Ovviamente poi “Cannonball”, una volta fermatosi, ha avuto tutto il tempo per risolvere l’intoppo e ristabilire così la connessione con i compagni e l’ammiraglia, tornando insomma ‘attivo’ sul fronte comunicazioni interne. È curioso e fa sorridere però che il fatto sia accaduto mentre ci si dirigeva verso la città del numero uno dell’UCI, convinto sostenitore dell’eliminazione delle radioline in corsa.

Corsa che, agonisticamente parlando, è di seguito proseguita tra i soliti capitomboli (dove forse gli apparecchi radio sono stati utili negli aggiornamenti a doppio verso fra gli atleti e le proprie macchine per avvisare o meno del coinvolgimento e dei guai di qualcuno) e la lunga fuga di quattro intraprendenti (Dimitri Claeys, Guillaume Van Keirsbulck, Anthony Perez e Jérôme Cousin) che per poco non rischiava di far saltare in banco. Sul rettilineo finale in leggera ascesa invece, ad imporsi, è stato Fernando Gaviria che, a modo suo, ha ristabilito una propria e personale connessione che il ruzzolone di gruppo a 2km dall’arrivo di La Roche-sur-Yon aveva interrotto: quella con la vittoria.

8

Il colombiano (nono successo stagionale, 49esimo per la Quick-Step) però ha dovuto sudare non poco per poter imporsi anche nella quarta frazione. Innanzitutto, vista la situazione e il passo tenuto dai fuggitivi fino a cinque chilometri dal traguardo, il 23enne di La Ceja ha temuto (insieme a tutti velocisti) che lo sprint neanche avesse luogo. Poi, ripresi i quattro davanti grazie alla collaborazione di uomini di altre squadre, lo sprinter della corazzata belga di Patrick Lefevere è stato superbo nel proseguire spalla a spalla con un redivivo Andre Greipel, superarlo e poi resistere al temibile colpo di reni di Peter Sagan che rimontava lungo le transenne.

La vittoria lo consacra come il velocista puro più in forma tra quelli presenti alla Grande Boucle e difficilmente, su arrivi simili, sarà battibile se lui (assieme alla squadra) non sbaglierà mai qualcosa. Stabilito ciò, sarà interessante ora verificare come si comporterà sulle pietre nella tappa di Roubaix e se, eventualmente, sarà in grado di dare fastidio a Sagan nella lotta per la maglia verde facendo punti in tappe e arrivi anche a lui meno congeniali.

Cycling: 105th Tour de France 2018 / Stage 4

In quelle occasioni, spostando il mirino sugli uomini di classifica, dovremmo vedere fin da subito attivi sia Nairo Quintana che, dopo ieri, anche Ilnur Zakarin. Il russo infatti, fra i big è quello che più di tutti è uscito con le ossa rotte dalla caduta occorsa a 5km dall’arrivo accumulando un ritardo di un minuto che l’ha fatto retrocedere in graduatoria appena davanti all’andino della Movistar.

In questo caso il solo Robert Kiserlovski gli ha dato una mano nel tentativo di alleggerire il passivo: gli altri uomini erano davanti per supportare Marcel Kittel o dispersi nelle retrovie e viene da pensare che forse almeno uno degli uomini Katusha nel gruppo di testa avrebbe potuto rallentare per dare una mano al proprio leader per la generale. Probabilmente qui, col capitano, la connessione…si è persa.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close