Tour de France – Tappa 3: Back to the start

Lo dicono anche i Coldplay in uno dei loro brani più famosi: “I’m going back to the start”. Di sicuro però in quel lontano 2002, anno di pubblicazione dell’album A Rush of Blood to the Head in cui il pezzo è contenuto, la band inglese non aveva in mente né il ciclismo né tanto meno il Tour de France al momento di scrivere e pensare quella traccia. Sta di fatto che per commentare e analizzare quanto accaduto nella terza tappa della Grande Boucle 2018, la cronometro a squadre con partenza e arrivo a Cholet, le loro parole risultano particolarmente azzeccate: anche la gara a tappe francese, dopo gli inequivocabili responsi dati dalle lancette, a modo suo torna all’inizio.Torna all’inizio, al via dalla Vandea, perché la situazione in classifica generale vede i principali favoriti (ad eccezione di qualche caso isolato) per la maglia gialla di Parigi nuovamente tutti vicini fra loro. Prima della prova contro il tempo nella tre volte città più sportiva di Francia infatti, nelle due frazioni inaugurali le cadute e le forature avevano (relativamente) a sorpresa mischiato le carte in tavola, portando alcuni dei top rider ad accumulare subito un fastidioso fardello in graduatoria.07-07-2018 Tour De France; Tappa 01 Noirmoutier En L Ile - Fontenay Le Comte; 2018, Team Sky; Geraint, Thomas; Noirmoutier En L Ile;Così, al via della terza frazione ad aprire la classifica dei big c’era Geraint Thomas, primo luogotenente e capitano di scorta del Team Sky, mentre a chiuderla purtroppo ci pensava lo sfortunato Nairo Quintana, vittima di una duplice rottura delle ruote verso Fontenay-le-Comte. In mezzo, tutti gli altri leader erano concentrati in poco più di una cinquantina di secondi (51 per la precisione), un distacco che si pensava la cronosquadre dilatasse, spalmando i vari ‘numero uno’ lungo la classifica.Invece, sarà per il livello di condizione molto simile tra i favoriti o perché tutte le squadre hanno chi più e chi meno investito per ben comportarsi in una prova del genere, alla fine la sfida a squadre contro il tempo ha prodotto l’effetto esattamente opposto, ossia quello di avvicinare la maggior parte dei pretendenti alla vittoria finale.1Dieci team hanno chiuso la tappa con un distacco inferiore al minuto dai trionfatori della BMC e, più in generale, fra coloro che hanno nelle proprie fila un serio candidato per il podio il distacco dai primi è arrivato al massimo a 1’35”, divario questo della UAE-Emirates di Daniel Martin dai rossoneri statunitensi. C’è dunque chi, grazie a un grande sforzo collettivo, ha recuperato il ritardo che aveva accumulato e chi, allo stesso modo, è riuscito a limitare i danni.Il risultato allora è che adesso, dall’undicesima posizione di Rafal Majka (a 50” dalla maglia gialla di Greg Van Avermaet) alla trentesima di Bauke Mollema (a 1’16” dal belga), i big sono racchiusi non più in circa cinquanta secondi bensì in ventisei, in pratica niente se pensiamo alle montagne e alle trappole disseminate lungo il tracciato di questo Tour 2018.Si ritorna dunque (quasi) alla situazione di partenza e ai distacchi praticamente nulli fra coloro che nelle prossime due settimane battaglieranno duramente sulle montagne per provare a strappare il successo finale. È anche vero però, come accennavamo prima, che da questo quadro generale esulano alcuni casi che devono essere assolutamente sottolineati e presi in considerazione in ottica maglia gialla conclusiva.2Davanti al polacco della Bora (e quindi nella top ten) stazionano infatti tre protagonisti di una certa qual pericolosità. Il primo in ordine cronometrico è ancora Geraint Thomas, il quale ha approfittato della superba crono del Team Sky per consolidare lo status di ‘primo fra i big’, pur riconoscendo che il gallese verosimilmente quado arriveranno le montagne si voterà alla causa Froome mettendo parzialmente da parte le proprie ambizioni di classifica.Dietro di lui, a soli 7 secondi, ecco Tom Dumoulin, un mostro di regolarità e concretezza ad alto livello che anche ieri ha trascinato la sua squadra al quarto posto parziale, un risultato che attualmente gli consente di essere il meglio piazzato in ottica Parigi e di poter sorridere nel leggere i nomi dei rivali che è riuscito a mettersi alle spalle.4In questo senso il primo a tallonarlo (a 25”) è Rigoberto Uran che, in sordina come sempre, si è difeso alla grande con la sua EF-Drapac e ora si trova in un limbo abbastanza favorevole da cui certamente potrà uscire nelle prossime tappe per andare in caccia dell’obiettivo più importante: la maglia gialla.Alle loro favorevoli condizioni fa da contraltare, all’opposto, il pesante ritardo con cui Nairo Quintana resta in fondo alla graduatoria dei favoriti. Il portacolori della Movistar, nonostante un risultato tutto sommato buono da parte della formazione spagnola (decima), è sprofondato a oltre due minuti dalla maglia gialla e da Thomas, trascinandosi in una posizione decisamente scomoda e per niente agevole soprattutto considerando che prima delle montagne (terreno su cui dovrà attaccare a tutti costi col coltello fra i denti) il colombiano potrebbe perdere ulteriore terreno in tappe e arrivi a lui poco congeniali (quello di Roubaix su tutti).3Per lui che più di altri, a differenza ad esempio di Vincenzo Nibali, Ilnur Zakarin, Jakob Fuglsang e anche dei compagni di squadra Mikel Landa e Alejandro Valverde (entrambi a 53” dalla maillot jaune), si augurava davvero di dimenticare il brutto avvio e ripartire, il ritorno all’inizio non si è concretizzato anzi, purtroppo per lui è svanito tra gli infimi e puntuali rintocchi del cronometro.

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