Giro 101 – Tappa 13: Orgoglio veneto

Marco Marcato e Andrea Vendrame da lontano, Marco Coledan con un colpo da finisseur, Viviani per lo sprint risolutivo.

La tredicesima frazione del Giro 2018 arrivava in Veneto, a Nervesa della Battaglia, e i corridori locali non si sono fatti sfuggire l’occasione di essere protagonisti e portare in alto la bandiera della propria regione andando all’assalto di una frazione che di certo non si prestava ad azioni fantasiose.

Nonostante questo, quattro coraggiosi cavalieri del posto hanno provato comunque a far girare la ruota della corsa a proprio favore, accendendo ognuno alla propria maniera il tifo dei tifosi sulla strada e interpretando con ardore la tappa fin sulla linea del traguardo.

Il risultato alla fine ha premiato i loro tentativi visto che ad alzare le braccia all’arrivo è stato Elia Viviani, veronese di Isola della Scala, il quale con rabbia è così riuscito a vendicare le “sconfitte” di Imola e Praia a Mare patite per mano dell’irlandese volante Sam Bennett.

Da quella delusione e da una discreta voglia di rivalsa l’olimpionico di Rio è partito al via di Ferrara più deciso che mai, atteggiamento ripagato con la rimonta nel rush finale ai danni di Sacha Modolo che gli è valsa la terza vittoria in questa corsa rosa.

L’atleta della Education First (nato pure lui nel territorio che ospitava l’arrivo) a sua volta, intelligente a tentare un anticipo rivelatosi però poi poco fortunato, ha concluso al quarto posto la tappa finendo sorpassato da Van Poppel e Bennett in un finale simile a quello in Calabria, dove proprio l’isolano aveva trovato il varco a sinistra della maglia ciclamino punendone il salto dal treno Quick-Stepalle ruote altrui.

Il tricolore in questa maniera ha riportato in positivo il confronto con l’altro velocista di punta presente alla manifestazione Gazzetta quest’anno, diventando il primo da Vincenzo Nibali nel 2013 a dare all’Italia tre successi nella stessa edizione ma sopratutto dando ai veneti la possibilità di poter esultare nel giorno per loro più sentito trovando, forse, proprio nell’orgoglio regionale quella benzina in più per prevalere sugli ambiziosi avversari.

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