Giro 101 – Tappa 7: Calabria, raccordo tra Isole britanniche

Non neghiamolo: Inghilterra e Irlanda nella loro lunga storia, in passato come in epoca più recente, si sono amate e sopportate il giusto. Anche dopo l’indipendenza (ottenuta nel 1922 in seguito ad un biennio circa di conflitti) gli abitanti dell’“Isola di Smeraldo” hanno percepito più di una volta come ingombrante la presenza della vicina Gran Bretagna, sostenendo fieramente, oggi come ieri, le differenze di vario genere (linguistiche, religiose, politiche…) fra le popolazioni dei due Stati.

Lo sport come spesso accade, soprattutto quando si verificano frizioni, battaglie ideologiche e militari e quando sussistono delle antipatie, ha il potere di distendere (magari anche solo per qualche giorno) distanze e divergenze e soprattutto di unire. È quello che per esempio è successo fra le due Coree e delle Olimpiadi di Pyeongchang, manifestazione che addirittura ha favorito l’incontro fra i leader e i rappresentanti di due Paesi in contrasto, in un momento in cui la solidità di alcuni rapporti internazionali continua a essere messa a dura prova.

Il nostro caso non ha certamente come sfondo una situazione così delicata ma è più una coincidenza astratta, una ricorrenza, una casualità che, grazie a un minimo comune denominatore e giocando con l’invisibile filo del tempo, ha permesso a uno strano cerchio (ciclistico) tracciato fra Gran Bretagna e Irlanda di chiudersi.

GIRO D'ITALIA - STAGE FOUR

Il punto d’unione in cui tutto questo è accaduto, il minimo comune denominatore in questione, è l’Italia e in particolare la Calabria, protagonista della settima tappa del Giro d’Italia 2018 con via da Pizzo Calabro e arrivo a Praia a Mare. Esattamente dalla stessa località di partenza, nel 2009 partì la quarta frazione di quell’edizione della corsa rosa, una frazione che è passata alla storia e sarà ricordata anche in futuro perché ad imporsi per la prima volta al termine di quella fatica fu Mark Cavendish.

Per lo sprinter allora 22enne dell’Isola di Man (Inghilterra) quella rappresentò la prima vittoria al Giro e di conseguenza la prima volta a braccia alzate in una gara a tappe di tre settimane: sono seguiti altri 14 trionfi in Italia, 30 al Tour de France e 3 alla Vuelta Espana.

Dieci anni dopo, sempre da Pizzo, ecco partire un’altra tappa del Giro d’Italia: al via però non ci sono ciclisti del regno che possono aspirare al successo su un tracciato simile, essenzialmente piatto dall’inizio alla fine ad eccezione di un dentello poco pericoloso nel finale. Tuttavia, tra i pretendenti alla vittoria parziale c’è un altro atleta proveniente all’incirca da quelle parti, ha carnagione bianca e capelli rossi tipici di quelle latitudini e parla anche lui inglese anche se con un accento davvero particolare.

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Infatti viene dall’Irlanda, l’altra” isola. Si tratta di Sam Bennett, 27 anni (nato in Belgio solo perché il padre al tempo giocava lì a calcio), nessuna vittoria in un Grand Tour ma già diversi piazzamenti sul podio proprio al Giro (due anche in quest’edizione). Non è il favorito principe della tappa: Elia Viviani, olimpionico a Rio 2016, ha già portato a casa due successi e conseguentemente la pressione e i pronostici sono tutti per lui. Il veronese vuole consolidare il primato nella classifica a punti e soprattutto vuole aggiungere un’altra perla a una stagione fin qui fantastica, rispettando il famoso detto “non c’è due senza tre”.

Il destino però ha scelto diversamente e ha deciso di giocarsi la pesante carta della ciclicità, della coincidenza che riprende i due capi del filo e li riannoda. A imporsi infatti a Praia, famosa per il suo litorale e il suo mare (bandiera blu 2017) oltre che per il Santuario della Madonna della Grotta, è per l’appunto “Sammy”, bravo a crederci e a bruciare negli ultimi 50 metri un Viviani che sembrava ormai avviato verso il primo posto, diventando così il quarto corridore della nazione con capitale Dublino a imporsi in una tappa nella corsa Gazzetta dopo Seamus Elliot (1960) Martin Earley (1986) e Stephen Roche (due volte nel 1987).

Si può dire dunque che il fato ci abbia messo lo zampino, anche se forse non si è curato molto da quale delle isole britanniche provenisse esattamente il vincitore: l’importante era che fosse nato al di là della Manica.

21-09-2016 Giro Della Toscana; Tappa 02 Montecatini Terme - Pontedera; 2016, Bora - Argon 18; 2016, Dimension Data; Bennett, Sam; Cavendish, Mark; Pontedera;

Di questo “errore” sicuramente non si rammarica Bennett che con questo successo permette alla sua Bora – Hansgrohe di proseguire il rapporto positivo con la terra italiana, visto il successo e la maglia rosa conquistati dalla formazione tedesca l’anno scorso in Sardegna nella prima tappa. Da un punto di vista personale invece, a questa età, sarà difficile per il 27enne irlandese replicare la carriera di “Cav” dopo quel successo calabro in termini di numeri: più probabile invece che, al momento del ritiro, possa risultare anche lui tra i pochi ad aver vinto una tappa in tutti i tre grandi giri. Un terzo dell’opera è già stato fatto, perché non provare a completarla tutta?

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