10 Domande per “CaffèandBiciclette”

 

Eccoci con un’altra bellissima intervista per voi! Questa volta abbiamo la fortuna di leggere le parole e le opinioni  di Emanuela, fondatrice e scrittrice di “CaffèandBiciclette“. Un blog sicuramente particolare e molto ben curato: non si parla solo di ciclismo, ma si tratta anche di lifestyle e di argomenti culinari. Proprio l’interdisciplinarità è la caratteristica che rende molto interessante questo portale e che lo differenzia dagli altri. La lettura degli articoli è sempre molto piacevole e altamente scorrevole. Andiamo a vedere cosa ha da raccontarci la sua ideatrice…

Buona lettura!


Ciao Emanuela, innanzitutto raccontaci qualcosa di te. Quali sono le tue origini, di cosa ti occupi e quali sono le tue passioni.

Ho 26 anni e vivo a Luino, una città in provincia di Varese situata sul Lago Maggiore, a pochissimi chilometri dal confine con la Svizzera. (Un’ottima zona per il ciclismo, per restare subito in tema!) Studio filosofia a Milano e nel -poco – tempo libero mi dedico a lettura, musica, cucina e, quando posso, passeggiate a piedi o in bici.

Il tuo blog “CaffèandBiciclette” è un fantastico mondo dove il ciclismo dei professionisti si fonde con la vita normale di tutti i giorni attraverso lifestyle e ricette. Cosa ti ha spinto a realizzare questo progetto e a portalo avanti con questo stile?

Di blog sul ciclismo bellissimi, e che io stessa amo leggere, ce ne sono tanti, perciò fare qualcosa di ‘monotematico’ mi dava l’impressione di copiare troppo. Ho meditato un bel po’ prima di aprire il mio spazio e alla fine ho sfruttato quello che rimane tuttora un mio grande sogno – aprire un bikecafé – inaugurandolo online. Il ciclismo ha chiaramente un ruolo primario, ma dato che in un café si può parlare di qualsiasi cosa, ecco che anche i miei hobby riescono a trovare un posticino tutto loro!

Nel tuo blog si denota anche una certa passione per la fotografia, sbaglio? Cosa provi a fotografare il gesto atletico di un ciclista?

La fotografia è sempre stata una mia passione, fin da piccola. Finora non ho mai seguito corsi, ho fatto tutto da autodidatta… e ho ancora moltissimo da imparare! Immortalare il ciclismo è già una bella scuola, secondo me, perché bisogna esser sempre pronti a tutto e non lasciarsi sfuggire il momento, perché una volta passato non torna più. I momenti che preferisco, in realtà, sono quelli prima e dopo una corsa: trovo che siano pieni di gesti e di particolari che spesso ci sfuggono e che invece regalano tanto, pur essendo magari estremamente semplici. Pensa ai meccanici che montano o smontano le bici, ai tifosi che aspettano davanti ai bus, agli atleti che si riscaldano sui rulli o che quasi non stanno più nemmeno in piedi dopo tutta la fatica fatta…

Secondo te, cosa rende il ciclismo diverso da altri sport nettamente più popolari come il calcio o il basket?

Il ciclismo è lo sport che più di tutti, secondo me, è in grado di avvicinare chi lo pratica e chi lo vive semplicemente da tifoso. Dovunque si vada a seguirlo, da un angolo qualsiasi in mezzo ad un paesino alla cima di una montagna, permette il contatto ravvicinato, lo scambio di emozioni praticamente a tu per tu. Qui non c’è solo la partita, la gara, non ci sono quelli che corrono e quelli che guardano da lontano: si vive tutto tutti insieme, si gioisce e si soffre insieme, sempre. Di comodo nel ciclismo non c’è niente, per questo chi lo ama lo fa per davvero. 

Viste queste tue passioni, segui le gare direttamente dal vivo? Se si, qual è stata l’ultima gara a cui hai assistito?

Sì, cerco di andare quando e dove posso, sia che si tratti di professionisti, di amatori o di bambini e ragazzi. L’ultima corsa a cui ho assistito dal vivo è stato il Trofeo Binda, una delle gare principali del circuito UCI Women World Tour. Freddo e tempo da lupi, ma gara pazzesca!

Cosa provi a vedere i ciclisti passare in 30 secondi/1 minuto? Cosa ti porta in strada piuttosto che stare davanti ad uno schermo?

Guardare una corsa in televisione o sullo schermo di un pc di sicuro ti permette di vederla completamente e in molti casi ha saputo regalarmi degli spunti particolari per scriverne (tipo Strade Bianche o Parigi – Roubaix). Ma assistere dal vivo al passaggio di tutto quel serpentone di bici, ammiraglie e moto è certamente tutt’altra cosa: puoi passare ore ed ore ad aspettare quei 30 secondi, magari altre ore per tornare a casa, ma la sensazione che ti lasciano te la porti nel cuore per sempre. Per me è un misto di sensazioni talmente forte che è impossibile da spiegare a parole.

Attualmente, secondo la tua opinione, chi è il ciclista più forte in circolazione? E perché?

E’ un discorso che si potrebbe prendere da molti lati… il più completo, per me, è Vincenzo Nibali: grandi giri, corse di una settimana o di un giorno, ha dimostrato di averle tutte nelle gambe e nella testa. Chi dice che vince solo per sfortuna degli altri non ha capito proprio niente. E poi vuoi non citare Peter Sagan? L’unico che diventa campione del mondo tre volte di fila, che ne regola tanti allo sprint, tiene anche sulle salite e vince una Roubaix con un attacco da lontano: ultramoderno e d’altri tempi insieme.

Se dovessi paragonarlo ad uno dei grandi del passato, a chi lo accosteresti? E perché?

Non riesco a fare paragoni veri e propri. Il ciclismo di oggi è molto diverso da quello di tanti grandi del passato. Certo Sagan ha un’indole un po’ da cannibale, ma Eddy Merckx rimane comunque irraggiungibile. E Nibali potrei accostarlo magari a Gimondi o Moser, ma ci sono comunque dei caratteri diversi tra loro. Credo che ogni epoca abbia i suoi eroi e i suoi modi per diventarlo. Il passato per me è più uno ‘stile’ che, per fortuna, ogni tanto si riaffaccia anche in questi anni.

Se dovessi dare un pronostico per le prossime gare, chi vedi favorito? Liegi, Giro d’Italia e Tour de France

Per la Liegi direi Nibali, di cuore, ma un ennesimo Valverde non mi dispiacerebbe! Sul Giro sono curiosa di vedere se Dumoulin potrà ripetersi e soprattutto cosa combinerà Froome, mentre sul Tour mi auguro di vedere una gara non congelata fin da subito, ma una bella sfida tra Nibali e Aru per provare a scombinare i piani del Team Sky.

La prossima gara dal vivo: Direttamente il Giro d’Italia? Andrai anche al Tour?

Prima, molto probabilmente, andrò a qualche gara giovanile dalle mie parti, mentre per quanto riguarda i professionisti sì, spero di riuscire ad andare a qualche tappa del Giro. Al Tour de France non credo, ma l’appuntamento clou per quest’anno, segnato da un bel po’ nel calendario, è senz’altro Innsbruck!

Raccontaci un po’ quali sono i tuoi progetti futuri e quali sono i tuoi sogni nel cassetto. Anche relativi al tuo blog.

Raccontaci un po’ quali sono i tuoi progetti futuri e quali sono i tuoi sogni nel cassetto. Anche relativi al tuo blog. I sogni nel cassetto sono tanti, uno è proprio quello che mi ha portato ad aprire Caffè & Biciclette, come ho detto prima. In attesa di trovare lo spazio giusto per rendere ancora più concreto questo sogno, mi auguro di continuare ad ampliare la mia esperienza di scrittura e di fotografia: se poi tutto questo diventasse un lavoro vero e proprio, sarebbe fantastico… altrimenti ci inventeremo qualcos’altro!


Anche questa intervista purtroppo si è già conclusa. Come sempre sono state raccolte numerose curiosità ed opinioni sul mondo attuale del ciclismo. Ci teniamo a ringraziare  ancora una volta Emanuela e ad augurare tanta fortuna al suo blog “CaffèandBiciclette“.

Rimanete sintonizzati sul nostro sito perché a breve ci sarà un’altra intervista molto molto interessante con un personaggio noto nel mondo editoriale del ciclismo. Vi assicuriamo che non è da perdere!

Stay tuned!!!

A presto…

 

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