Grandi Salite: Le Tre Cime di Lavaredo

Le Tre Cime Di Lavaredo sono il simbolo delle Dolomiti. Uno dei posti più belli e rinomati del mondo! Per tutti gli appassionati di bicicletta ed, in particolare, per gli amanti della salita anche soltanto il nome di questo “paradiso” leggendario possiede un fascino evocativo ed una forza di attrazione che non hanno eguali. Forse tutto ciò si deve al ricordo delle numerose battaglie (sportive) che si sono combattute su queste strade o, più semplicemente, alle particolari caratteristiche dell’ascesa: brevissima ma spietata! Questa salita, a differenza di molte altre, ricambia la fatica estrema di chi sale con quel senso di appagamento, quella percezione intima dell’impresa che solo le grandi salite possono regalare.

La salita che porta alle pendici delle Tre Cime di Lavaredo è una strada privata che devia dalla statale subito dopo il Lago di Misurina (per chi viene da li) e termina al Rifugio Auronzo, a quota 2.333 metri. Sebbene la salita sia ufficialmente lunga 7 chilometri; la scalata vera e propria inizia dopo il casello per il pagamento del pedaggio (le biciclette sono ovviamente esentate). Da lì sono 4,7 chilometri a metà tra inferno e paradiso. Il dislivello totale di questa salita è di circa 473 metri, con una pendenza media superiore al 10%. Niente male, vista la breve durata della salita! E, se si considera che il tratto subito dopo il casello del pedaggio è ancora in leggera discesa/pianura, la pendenza media dei rimanenti chilometri aumenta considerevolmente.

A differenza di molte delle più grandi salite, i quali coincidono solitamente con passi di montagna, questa ascesa ha un solo versante: si sale e si scende sempre dalla stessa strada. Coloro che sono nel pieno della loro sfida verso il Rifugio Auronzo incontrano quelli che, invece, la loro battaglia l’hanno appena vinta e si stanno godendo la discesa, fieri del loro risultato e appagati dallo spettacolo panoramico. Un curioso incrocio tra sofferenza e beatitudine: proprio quello che questa salita riesce a garantire!

COME RAGGIUNGERE LA SALITA

Tre sono le strade attraverso cui è possibile raggiungere l’attacco della salita, e tutte portano all’altezza di Misurina (1761 m).

Quella da Cortina implica necessariamente la scalata del passo Tre Croci (8 km di salita con una pendenza media del 7%, ma con un andamento irregolare e punte decisamente più dure).

Per chi proviene invece da Dobbiaco e dalla Val Pusteria, la salita comincia a Carbonin, a 7 km circa da Misurina, da cui tuttavia non si transita perché in questo caso il bivio per le Tre Cime precede sulla sinistra il lago.

Una terza via, la più lunga e impegnativa, prevede la risalita da Auronzo di Cadore, a quota 862, con il superamento di un notevole dislivello. Ma con qualsiasi strada si arrivi, il vero banco di prova è da Misurina in poi. Da questo punto, la distanza fino al rifugio Auronzo è di circa sette chilometri e mezzo, una parte dei quali però non è di salita; in compenso, quella che rimane è concentrata.

Il primo tratto complicato si incontra subito dopo aver lasciato il Lago di Misurina, all’altezza del valico di Col S. Angelo, dove si imbocca il bivio per la strada a pagamento che porta al Rifugio Auronzo alla base delle Tre Cime. Senza preavviso si affronta un tratto di salita secca e brutale, 800 metri che richiedono già uno sforzo notevole ed un dispendio di energie notevole, soprattutto se affrontati a freddo. La pendenza media di questo tratto di strada è dell’11%, mentre la massima raggiunge punte del 18%.

Alla fine di questa improvvisa e difficile rampa si può rifiatare e recuperare abbastanza grazie ad un tratto di leggera discesa che porta fino al punto di pagamento del pedaggio e prosegue anche oltre per qualche centinaio di metri fino ad arrivare a quel ponte che segnala il vero e proprio inizio della salita. Da qui, come già anticipato, sono circa quattro chilometri di pura sofferenza e sacrificio: una pendenza media che sfiora il 12 %, con picchi durissimi che raggiungono il 18-19% nella parte finale, rendono questo tratto una delle salite più toste di tutto il panorama dolomitico. Non un solo metro dove poter riposare le gambe, non un accenno di pianura; un’unica salita che porta fino al “paradiso” delle Tre Cime.

La parte iniziale di questi ultimi quattro chilometri è quella più semplice ed abbordabile ma, a partire dal primo tornante, la strada s’impenna in modo netto e definitivo. Siamo praticamente in presenza di un rampa da garage, la prima di una lunga serie! La salita alle Tre Cime di Lavaredo può essere, infatti, raffigurata semplicemente come una serie di lunghi tratti rettilinei, tutti dalla pendenza quasi proibitiva, interrotti da tornanti ugualmente molto impegnativi, quasi impossibili da arrotondare, nei quali è davvero molto difficile ricavarsi qualche momento di recupero energetico. Nella parte iniziale non manca la vegetazione classica del panorama dolomitico e gruppi di alberi fiancheggiano i lati della strada. Non appena si comincia a salire di quota il paesaggio diventa spoglio e semi deserto. Grandi ghiaioni e speroni di roccia qua e la fanno da cornice alla dura ascesa e si procede, un rettilineo dopo l’altro, senza il conforto di un filo d’ombra e senza il piacere cromatico donato dal verde degli alberi – solo roccia e pietra ovunque. Una visione di forte impatto emotivo: la percezione del paesaggio semi desertico, quasi lunare, si fonde con quella altrettanto estrema della fatica immane di mandare avanti la propria bicicletta fino alla cima.

L’altimetria della salita alle Tre Cime

Come abbiamo avuto ampiamente modo di vedere è una salita molto impegnativa, dove i rettilinei sembrano alzarsi progressivamente in un crescendo capace di mettere a dura prova anche i ciclisti più allenati. Il culmine della difficoltà, tuttavia, arriva nella parte finale della salita, in prossimità del terzo chilometro. Le pendenze di questo tratto di strada sfiorano il 14-15%, con brevi rampe che raggiungono il 18%. La strada, sempre ampia, crea un’illusione ottica che altera la percezione visiva della pendenza e accentua, a volte, lo sconforto causato dall’avanzare lento e pesante delle gambe e della bici.

Quando si inizia ad intravedere un riflesso di lamiere luccicanti al sole, il Rifugio Auronzo è praticamente vicino. Quando ormai la salita sembra essere finita, la strada pare non finire mai e l’asfalto continua a salire impietoso fino all’ultimo chilometro. Una volta arrivati in vetta si ha la coscienza di aver compiuto una vera e propria impresa, di aver domato una delle salite più difficili di tutto il panorama nazionale ed internazionale. Per quanto si possa essere sfiniti e senza fiato, la fatica si dimentica immediatamente alzando lo sguardo: il cielo è veramente ad un passo, e la mole delle Tre Cime sembra sfiorarlo. Nessun altro posto al mondo è in grado di restituire al ciclista più di quanto gli ha “tolto”; nemmeno la spettacolarità ingegneristica dello Stelvio. Qui hanno trionfato campioni di ogni genere e di ogni epoca; qui trionfano ogni giorno tutti gli appassionati di ciclismo che provano a sfidare la leggenda.

Benvenuti sulle Tre Cime di Lavaredo!

Vincenzo Nibali vince sulle Tre Cime al Giro d’Italia 2013

 

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