Strade Bianche 2018

La Strade Bianche viene definita dal molti come “la classica del nord che si corre più a sud” ed un motivo, se la chiamano così, ci sarà. Sebbene siamo giunti solo alla sua dodicesima edizione, la corsa organizzata da RCS Sport (lo stesso gruppo che organizza il Giro d’Italia) è già entrata tra le gare più belle e attese di tutto il calendario World Tour. I suoi tratti in puro sterrato (solitamente 11) si alternano e integrano a meraviglia con le colline toscane del senese per dare vita ad uno spettacolo sportivo di rara bellezza ed intensità emotiva.

Lo scorso anno la Strade Bianche ha visto trionfare l’ex campione del mondo Michal Kwiatkowski (Team Sky), davanti a Greg Van Avermaet (BMC) e Tim Wellens (Lotto-Soudal). Quest’anno partecipano alla corsa alcuni big delle grandi corse a tappe (come Nibali, Bardet, Valverde e Dumoulin) e quindi il livello generale della corsa si alza e non di poco. Tuttavia, per la vittoria finale, i nomi sono sempre gli stessi: se la giocano Kwiatkowski, Sagan e Van Avermaet. Si preannuncia una corsa per gli specialisti delle corse di un giorno e delle classiche del Nord.

Il percorso è lungo circa 185km, risulta molto mosso e ondulato sia sul piano planimetrico che altimetrico, privo di lunghe salite, ma costellato di strappi più o meno ripidi specie su sterrato. Come anticipato, sono presenti 11 settori di strade sterrate per un totale di circa 63 km. (Vedi Figura)

Strade Bianche 2018 – Il Percorso

La partenza, come sempre, avviene da Siena zona Stadio/Fortezza Medicea. I primi chilometri risultano ondulati ma su asfalto fino a raggiungimento, al km 18, del 1° settore di sterrato (2.1 km), perfettamente rettilineo ed in leggerissima discesa. Pochi chilometri dopo vi è il 2° settore di strade bianche (5.8 km), prima vera asperità della corsa con un breve tratto in leggera discesa e un lungo tratto in salita, a volte con pendenze attorno e oltre il 10%. Si raggiunge quindi Radi dove si incontra il 3° settore (4.4 km) e subito dopo anche il 4° settore “La Piana” (5.5 km) altimetricamente meno impegnativo che porta fino a Buonconvento. Subito dopo si affronta la salita di Montalcino, la seconda asperità di giornata che misura 4 km con una pendeza media del 5%. Dopo Torrenieri, iniziano il 5° (11.9 km) e il 6° (8.0 km) settore di sterrato, intervallati da solo 1 km di asfalto, entrambi impegnativi, ondulati, molto nervosi e con parecchie curve e saliscendi. Dopo il secondo passaggio in Buonconvento è posto il rifornimento fisso nella zona di Ponte d’Arbia, prima di giungere a Monteroni d’Arbia. Qui inizia il 7° settore sterrato di San Martino in Grania (9.5 km)in mezzo alle crete senesi. Un settore sterrato lungo e con un susseguirsi di leggeri saliscendi nella prima parte per concludersi con una scalata a curvoni che immette nuovamente nell’asfalto. A Ponte del Garbo (Asciano) inizia l’8° settore sterrato (11.5 km, il più impegnativo della corsa), prevalentemente in salita e caratterizzato da notevoli saliscendi, tra i quali vanno citati quelli in prossimità di Monte Sante Marie che raggiungono bruscamente sia in salita che in discesa pendenze molto elevate (su brevi distanze). Dopo Castelnuovo Berardenga si incontra un piccolo sterrato pianeggiante di appena 300 m prima di affrontare, dopo Monteaperti, il 9° settore di soli 800 m, ma con uno strappo sterrato che presenta pendenze a doppia cifra. Si ritrova poi l’asfalto a Vico d’Arbia e si supera sempre su asfalto Pieve a Bozzone. Si affronta quindi il 10° e penultimo settore (2.4 km) sulla strada in salita di Colle Pinzuto (pendenze fino al 15%). Pochi chilometri dopo è posto l’11° e ultimo tratto sterrato (1.1 km) con una sequenza di discesa secca seguita dal una ripida risalita (pendenza max 18%) che si conclude alle Tolfe. Al termine di questo tratto restano poco più di 12 km al traguardo di Siena.

Strade Bianche 2018 – Uno dei tratti in sterrato

Gli ultimi chilometri che ci separano dal traguardo si snodano, per la prima parte, all’esterno dell’abitato di Siena su strade larghe e lunghi rettilinei collegati tra loro da ampie curve, prima in discesa e poi in leggera salita fino ai 2 km dall’arrivo dove viene imboccata la via Esterna di Fontebranda con pendenze che arrivano fino al 9%. A 900 metri dall’arrivo si supera la Porta di Fontebranda e inizia la pavimentazione lastricata tipica del centro storico senese. La pendenza supera il 10% fino a raggiungere, attorno ai 500 m dall’arrivo, in via Santa Caterina, punte massime del 16%. Segue una svolta decisa a destra e dai -300 metri la strada è sempre in leggera discesa. Quando mancano circa 70 metri al traguardo si entra nel Campo: ultimi 30 in discesa al 7% e traguardo pianeggiante. Su questo traguardo hanno fatto la storia corridori come Fabian Cancellara, Michal Kwiatkowski e Zdnek Stybar; non gli ultimi arrivati.

Strade Bianche 2018 – Le dure condizioni di corsa

La corsa è condizionata dal meteo, come ampiamente previsto dalle nevicate e dagli acquazzoni dei giorni precedenti. Tutti si aspettavano una corsa epica, di quelle d’altri tempi, e i pronostici verranno ampiamente rispettati. Si parte subito forte, i frazionamenti sono naturali, i gruppetti si sbriciolano chilometro dopo chilometro, fino a che il gruppo non si spezza in 2 tronconi già sul secondo settore di sterrato. Settanta uomini rimangono nel gruppo davanti, quello con tutti i migliori. La corsa prosegue senza grandi colpi di scena e con vari tentativi di drappelli, che vengono riassorbiti per intero ai -59 km dall’arrivo. Prova, quindi, un allungo Alejandro Valverde (Movistar Team), in un periodo di grande forma, ma viene subito stoppato dal lavoro straordinario di Daniel Oss (Bora – Hansgrohe), amico e gregario del campione del mondo in carica Peter Sagan.

Strade Bianche 2018 – Peter Sagan

Approfittando di un momento relativamente tranquillo della gara, da dietro rientra Romain Bardet, capitano della Ag2R La Mondiale), il quale riparte subito in contropiede, seguito e braccato da Wout Van Aert (Vérandas Willems – Crelan), pluri-campione di ciclocross e abile ad intuire il momento decisivo della corsa. I due si danno cambi continui e regolari mantenendo un buon margine (oltre 1′) sul gruppo dei migliori composto anche da Peter Sagan, Valverde e Zdenek Stybar (QuickStep – Floors), i quali lasciano fare senza reagire direttamente. Tuttavia, al loro inseguimento decidono di lanciarsi dapprima Pieter Serry e Tiesj Benoot (Lotto – Soudal), e poi la coppia Robert Power (Mitchelton – Scott) e Giovanni Visconti (Bahrain Merida Pro Cycling Team). I favoriti e tutti gli altri big (Nibali compreso) sembrano ormai tagliati fuori dai giochi per la vittoria finale: oltre 1’30” il loro distacco.

Benoot, zero vittorie da professionista fino ad oggi, sembra averne più di Pieter Serry e infatti lo lascia sul posto andando a colmare oltre 35″ di svantaggio dal duo al comando e finalizzando la rimonta ai -15 km dal traguardo. Giusto il tempo di rifiatare e, sulla salita delle Sante Marie, il belga della Lotto-Soudal s’invola in solitaria incurante dello sforzo immane compiuto per annullare il margine di svantaggio e pronto a tentare un’impresa epica come la giornata che stanno affrontando i corridori. Ne ha più di tutti sia dal punto di vista fisico che mentale e si nota ampiamente nelle sue capacità di gestione lucida della corsa. Infatti, dopo 184 km di corsa, arriva da solo in piazza del campo (Siena), facendo gli ultimi 300 metri quasi senza pedalare. Piazza d’onore per Bardet, e onore delle armi alla sorpresa (ma neanche tanto) di questa corsa, Wout Van Aert, che all’arrivo stramazza al suolo dalla fatica.

Strade Bianche 2018 – Tiesj Benoot trionfa a Siena

Nessuno si sarebbe mai aspettato la vittoria di Tiej Benoot in una giornata in cui erano attesi i vari Peter Sagan, Greg Van Avermaet, Michal Kwiatkowski e molti altri. Ma, in una giornata così, ci si poteva aspettare di tutto e, infatti, qualcosa di epico è accaduto: la prima vittoria da professionista di un corridore in un contesto assolutamente leggendario. Tuttavia vanno fatti i complimenti a tutti i corridori, dal primo all’ultimo. Hanno dimostrato grande capacità di sofferenza e hanno regalato a tutto il pubblico del ciclismo mondiale una giornata che rimarrà impressa per tutta la stagione. Il movimento ciclistico aveva bisogno di iniziare così la stagione delle corse Europee per tentare di mantenere alta la passione e per donare nuova energia e credibilità a questo sport.

La stagione delle classiche è ufficialmente iniziata…

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