La Nuova Pinarello Nytro

La scorsa settimana Pinarello, nota azienda di biciclette trevigiana, ha presentato la sua ultima fuoriserie: la Nytro! Una bici che, senz’altro, può rappresentare un punto di svolta nel mercato mondiale delle bici da corsa, una netta discrepanza tra passato e futuro e che sicuramente farà storcere il naso ai puristi del settore. Insomma, siamo in presenza di una vera bici da corsa, molto bella e raffinata, ma totalmente elettrica. Fausto Pinarello, attuale amministratore delegato dell’azienda trevigiana, commenta così la scelta alla base di questo nuovo prodotto:

“Il concetto di base è molto semplice: i migliori panorami, e la più grande passione dei ciclisti, sono le montagne. Più sali e più è bello. Ma la salita è anche il maggiore ostacolo per molte persone. Così, a godere delle situazioni migliori, è solo la punta dell’iceberg di tutto il movimento turistico-amatoriale. Una bici di questo tipo, invece, è il miglior aiuto per chi, a causa di vari problemi (peso, età , poco tempo per allenarsi…) vuole godere completamente il ciclismo”

La nuova arrivata di casa Pinarello è stata provata sulla salita di Cà del Poggio: una delle più dure e impegnative salite di tutto il panorama ciclistico! Vedere le rampe di asfalto al 20 per cento che ti scivolano via sotto le ruote e sentire il vento in faccia in salita, è un’emozione unica per chi è in costante conflitto con la forza di gravità. Una bici di questo calibro la puoi si usare per fare meno fatica in salita, ma puoi anche – spingendo al massimo sui pedali – puntare sulla velocità e imitare i professionisti. Anche l’agonista la può usare in allenamento con gli stessi criteri (addirittura ne potrebbe trarre dei benefici a livello cardio-vascolare), quello che cambia è il risultato finale, cioè la velocità, il tempo di scalata.

Ma com’è stata progettata e com’è fatta veramente la Nytro?

“Quando abbiamo iniziato la fase di progettazione ci siamo posti quattro obiettivi: avere lo stesso feeling di una nostra bici da strada, stabilire un nuovo standard in termini di potenza e rigidità, tenere basso il peso complessivo (bici + motorino elettrico) e ridurre la resistenza dell’aria”

Così affermano dal quartier generale di Pinarello. Telaio e forcella sono in carbonio T700; le geometrie sono pressoché uguali a quelle delle Dogma, con il tubo diagonale di sezione maggiorata per accogliere il motore; asimmetria accentuata; scatola del movimento centrale e fodero posteriore destro rinforzato.

Il motorino elettrico che consente alla Nytro di sfornare prestazioni di altissimo livello si chiama Evation ed è prodotto dalla tedesca Fazua. Ha una potenza nominale di 250W, massima di 400W, pesa 4,7 kg (batteria compresa con tempo di ricarica da 0 a 100% di 3-4 h) ed è in grado di assistervi, con il massimo di livello, per 1.400 metri di dislivello. Di molto innovativo e sorprendente ha che può essere estratto dal telaio con una manovra semplicissima, in modo da rendere la Nytro una bici tradizionale.

Sul manubrio si può trovare l’unità di controllo con undici led: dieci indicano lo stato di carica della batteria, uno il tipo di modalità di erogazione di potenza che si regola mediante tre pulsanti.

Le tre modalità di utilizzo, infatti, sono: Breeze (verde) 125 watt, River (blu) 250 watt e Rocket (rosa) 400 watt. Tuttavia, per rispettare l’omologazione EN 15194, il motore si disattiva una volta raggiunti i 25 km orari. Questo vuole dire che in pianura, dove il peso maggiore della bici ha un valore quasi trascurabile, si pedala praticamente solo con le proprie gambe.

La Nytro è equipaggiata con freni a disco di 160 millimetri, il peso raggiunge i 13 chili e il costo finale è di 6.250 euro.

La nuova Pinarello potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova era per tutto il movimento ciclistico. Un’innovazione che già a partire dalla prossima primavera potrebbe portare novità quasi clamorose. Sembra infatti che Pinarello stia studiando un Giro d’Italia per bici elettriche: un’iniziativa rivolta ai ciclo-amatori che si dovrebbe svolgere sulle stesse strade della corsa rosa principale, poche ore prima del passaggio dei professionisti. Cosa da far fischiare le orecchie ai puristi di questo sport!!

Tuttavia l’azienda trevigiana, ormai di proprietà del gruppo LVMH, ha sbagliato in pieno la campagna di lancio del nuovo prodotto venendo bollata come sessista! Sicuramente non un bell’inizio per Pinarello che si è trovata a tal punto da dover rimuovere da tutti i Social Networks e dal sito internet tutte le immagini relative alla campagna sotto scandalo (vedi foto sotto). Una “buccia di banana” che rischia di costare cara al nuovo bolide trevigiano.

La campagna di lancio della Nytro accusata di sessismo!

 

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