La Leggenda di Peter il Vichingo!

Il 24 Settembre 2017 è un giorno che passerà alla storia per molto molto tempo, un giorno leggendario per tutto il ciclismo mondiale! Peter Sagan, già campione del mondo su strada a Richmond 2015 e a Doha 2016, si aggiudica per la terza volta consecutiva la prestigiosissima maglia iridata! “Meglio di lui solo….” NO, questa volta è lui il migliore in assoluto. Neanche il “cannibale” Eddy Merckx era mai riuscito a compiere un’impresa simile: tre titoli mondiali di fila!

Questa volta siamo a Bergen, seconda città norvegese, dopo la capitale Oslo, per numero di abitanti e importante porto commerciale per tutta la nazione. Una città di mare situata tra i caratteristici, e spettacolari, fiordi norvegesi.

La gara inizia da Rong (cittadina a Nord di Bergen) e impiegherà circa 39,5 chilometri prima di condurre gli atleti nel centro di Bergen. Questa prima parte del percorso è completamente esposta al mare e, molto probabilemente, anche al vento frizzante del nord: in questa fase il gruppo potrebbe frazionarsi condizionando subito la gara e rendendola subito aggressiva e spettacolare. Tutto dipende anche dalla fuga e, soprattutto, dai componenti di tale fuga! Una volta in circuito, il gruppo dovrà portare a termine sostanzialmente 12 giri (anche se il primo giro sarà incompleto), per un totale di 267 chilometri. Il circuito è caratterizzato, nella sua prima parte, dalla salita di Salmon Hill. Ufficialmente, sul libretto di gara, è indicata come un’ascesa di circa 1 chilometro e mezzo con una pendenza media intorno al 6,5%. In realtà, prima di questo tratto impegnativo, c’è un breve strappetto (100-200 metri), con pendenze molto simili, che però spiana per circa un chilometro prima di attaccare la vera e propria salita ufficiale. Dalla vetta di Salmon-Hill mancano circa 10 chilometri al traguardo: la prima parte è in discesa, un tratto abbastanza tecnico con un tornante e 4-5 curve da effettuare con estrema attenzione; successivamente la strada spiana totalmente e nel finale, sempre che qualche finisseur non lo abbia preceduto, il gruppo avrà l’opportunità di rimontare e di finire in volata.

E’ vero, il campione slovacco ormai ci ha abituato troppo bene! E’ un corridore capace di vincere qualsiasi tipo di gara su qualsiasi tipo di terreno, è un fenomeno nato per vincere e per divertire: non sente la pressione, in intervista fa sempre lo “spaccone” e con i suoi atteggiamenti sembra prendere in giro i suoi diretti rivali. Ma quest’anno è stato tutto diverso. La stagione è iniziata con una squadra nuova, la Bora-Hansgrohe, non ancora in grado di garantirgli quell’appoggio necessario per stra-vincere ogni corsa (come la sua Slovacchia), ed è proseguita in maniera sempre difficoltosa fino ad arrivare al punto più buio della stagione che giunge al Tour De France, quando viene squalificato (ingiustamente) per una volata al limite col britannico Mark Cavendish. Addio Maglia Verde, addio record di Erik Zabel (6 consecutive). Tutti questi fattori fanno propendere, uniti alla difficoltà di entrare definitivamente nella leggenda, per una non conferma del campione del mondo in carica.

A dire il vero anche la corsa sembra confermare questa ipotesi; ma, quando lo dai già per spacciato, quando pensi che ormai non ci sia più nulla da fare, eccolo che si materializza nelle prime posizioni del gruppo dei migliori a soli 2,5 km dall’arrivo! Ai meno 500 metri al traguardo è gia sulla ruota di Alexander Kristoff, il corridore di casa, pronto a lanciare la volata. E, infatti, cosi accade! Qunando rimangono solamente 100 metri alla linea del traguardo che sancirà il nuovo campione del mondo, Peter Sagan decide di rompere gli indugi, affianca a tutta velocità il buon Kristoff, lo sorpassa e, con un colpo di reni magistrale, va ad aggiudicarsi il titolo mondiale per la terza volta consecutiva! Un’impresa titanica, per un corridore ormai leggendario!

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La caratura dell’impresa, tuttavia, la si può notare soprattutto nel post gara. Davanti ai microfoni appartenenti a tutto il mondo sportivo e non, il campione della Bora-Hansgrohe decide di dedicare la sua storica vittoria ad un collega e amico scomparso da poco: a Michele Scarponi. Un gesto nobile, quello di dedicare l’impresa all “aquila di Filottrano”, che sta a simboleggiare non solo la caratura sportiva ma anche lo spessore umano di Peter Sagan. Non è così banale e/o scontato ricordarsi, nel bel mezzo di una delle vittorie più importanti, se non addirittura la più importante, della carriera, di un amico scomparso. Molti potrebbero dire: “Tutta una strategia per guadagnarsi il favore del pubblico” o, ancora, “semplice ricordare una tragedia cosi mediatica dopo aver vinto l’ennesimo campionato del mondo”. Peter Sagan, invece, non ha bisogno di nulla di tutto ciò; è un campione sia nello sport che nella vita e non ha bisogno di dimostrarlo! A molti potrà stare antipatico per i suoi modi di fare e per il suo carattere; per altrettanti, invece, è un idolo assoluto, un modello. L’unica sicurezza è che il campione slovacco costituisce un esemplare unico in tutto il “circo” del ciclismo mondiale e uno dei più grandi professionisti del panorama sportivo internazionale (non inferiore ai vari Federer, Le Bron James, Messi, Cristiano Ronaldo, etc.). Quindi…

GRAZIE DI TUTTO PETER!! Ti apsettiamo al Giro 2018!


Qualche numero su Peter Sagan:

  • 5 Maglie Verdi (Classifica a Punti) consecutive al Tour de France
  • 1 Giro delle Fiandre
  • 101 vittorie da professionista
  • 3 mondiali UCI su strada consecutivi (2015,2016,2017)
  • 1 campionato Europeo su strada (2016)
  • 5 volte campione nazionale di Slovacchia
  • Svariate vittorie di tappa al Tour De France

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