Grandi Salite: Il Passo Duran (da Dont)

Il Passo Duran, situato ad una altezza di circa 1605 metri sul livello del mare, mette in comunicazione due importanti vallate delle dolomiti Bellunesi. Da una parte del passo, quella più a Sud, troviamo la Valle Agordina, il cui centro più importante è appunto la città di Agordo (famosa, in particolare, per l’occhialeria di alto livello); dall’altra parte, quella sita a Nord, troviamo invece la famosa Val Zoldana con i centri abitati di Zoldo, Pecole e Dont, da dove parte la strada per salire sul passo che descriviamo oggi.

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La strada che parte da Dont (Zoldo Alto) e arriva in cima al Passo Duran è lunga circa 9 chilometri, 8,6 per essere precisi. Sebbene questo valico alpino non sia tanto famoso quanto i più rinomati Giau, Pordoi, Sella, Falzarego e tutti quelli appartenenti a codesta famiglia, la salita non è per niente da sottovalutare e va affrontata con estremo rispetto pena una crisi improvvisa.

La prima parte della salita al Passo Duran è molto impegnativa, forse la parte più difficile di tutta l’ascesa! Il tratto che va dal piccolo centro abitato di Dont (935 metri s.l.m.), famoso per il buon gelato, alla frazione di Gavaz (1176 metri s.l.m.) è lungo circa 2,7 km con una pendenza media intorno all’8,9 % e un dislivello di circa 241 metri. La parte più dura di questi 3 km scarsi è sicuramente costituita dai primi due/tre tornanti; qui si affrontano le pendenze in assoluto più dure di questo versante del Passo Duran, tutte intorno al 13-15%. Niente male come inizio!

A partire da Gavaz la salita spiana leggermente e concede, per circa un chilometro, di riposare le gambe e la mente godendosi lo spettacolo del gruppo roccioso della Moiazza davanti agli occhi. Un leggero falsopiano, qualche timida discesa, che ci consente di arrivare fino al centro abitato di Chiesa, posto a 1231 metri sul livello del mare. Questo breve tratto ha una pendenza media del 5,5% con un dislivello di appena 55 metri; è questo il tratto più semplice della salita.

Dal piccolo paesino di Chiesa in poi la strada torna a salire e lo fa con pendenze importanti. Da questo punto alla cima del passo mancano circa 4,5 km, siamo a metà della salita. Questro tratto di strada è molto bello e panoramico, a tratti in mezzo al bosco si alternano scorci di panorama sull’intera val zoldana, ma per coloro che stanno pedalando c’è poco da godersi il panorama. La salita, in questo punto, richiede probabilmente lo sforzo fisico massimo: le pendenze medie di questi 4,5 km sono intorno al 8,5%, con picchi massimi del 13/14%, e un dislivello di 370 metri. Meglio continuare a pedalare senza distrarsi o, se propro non resistete, è meglio fermarsi per una breve pausa di rifornimento e scattare qualche foto panoramica da postare sui social.

L’arrivo in cima al Passo Duran è molto bello! Non sarà sicuramente paragonabile al panorama del Passo Falzarego o del Passo Giau, ma questo valico alpino ha qualcosa che comunque riesce a conquistarti. La strada giunge ai risostarti/rifugi situati in cima dopo aver fatto una serpentina altamente fotogenica, quasi paragonabile alla spettaccolarità dei passi svizzeri! In cima, a parte due punti di ristoro e la partenza di numerosi sentieri e ferrate per la Moiazza o il San Sebastiano, non c’è molto altro. Da segnalare la presenza di una chiesetta costruita dagli alpini nel 1975 e dedicata a tutte le vittime della guerra mondiale!

Il Passo Duran è anche molto amato dal Giro d’Italia, sono stati infatti numeriosi i passaggi della corsa rosa sulla cima di questo passo agordino/zoldano, a testimoniare che non è una salitella come le altre. Il Duran fa pur sempre parte delle “Grandi Salite”!!

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