Chris Froome, un altro passo verso l’Olimpo!

Come tutti sappiamo il Tour De France è uno degli eventi sportivi più importanti e famosi del mondo. E’ seguito pressoché da tutti, appassionati e non, ed è trasmesso in quasi tutte le nazioni del mondo. Quest’anno si è corsa la sua 104^ edizione, da Düsseldorf a Parigi, lunga 3.540 km attraverso interminabili campagne francesi, salite storiche e strade inedite.

Pronti, partenza, via ed è subito corsa vera! Si fa subito sul serio! La prima tappa del Tour 2017 è una cronometro individuale, di circa 14 km, lungo tutta la città di Düsseldorf, “Grand Depart” estera di questo anno. Una cronometro, solitamente, consente subito allo spettatore di captare i valori in campo sia dei “big” per la classifica generale sia dei “cacciatori di tappe”. Le attese, infatti, non vengono deluse. Le previsioni meteo, che davano pioggia battente per tutta la seconda parte della giornata, non sbagliano e gettano lo scompiglio sul tortuoso percorso cittadino di Dusseldorf. Tra gli uomini di classifica i primi a farne le spese sono Ion Izagirre (Team Bahrain Merida) e Alejandro Valverde (Team Movistar). Entrambi sono costretti a ritirarsi dalla Grand Boucle dopo soli 14.km! Lo spagnolo della Movistar ha decisamente la peggio: sarà costretto ad operarsi la sera stessa per una frattura che rischia di tenerlo lontano dalle corse per parecchi mesi. Nonostante ciò, Chris Froome e il suo Team Sky mettono già le cose in chiaro e dimostrano in tutto e per tutto la loro potenza. Alla fine della giornata Geraint Thomas si aggiudica tappa e prima Maglia Gialla (giusta ricompensa per un Giro d’Italia sfortunato); Froome, già vincitore di 3 Tour De France, distanzia i suoi diretti rivali rifilando minimo 40 secondi a tutti (Daniel Martin, Fabio Aru, Bardet, Quintana, Contador, Uran). E’ il preludio ad un dominio pressoché assoluto dello squadrone inglese!

Tappa n°1 – Geraint Thomas si aggiudica Tappa e Maglia Gialla

Stando alla carta, questo Tour De France non è stato di certo pensato per gli scalatori: gli arrivi in salita sono appena tre, le tappe di alta montagna spesso si concludono con lunghe discese e le tappe per i velocisti sono ben 9 su 21 totali (quasi la metà). Infatti, il corridore con il maggior numero di vittorie di tappa (addirittura cinque) risulta essere il tedesco Marcel Kittel (Quick-Step Floors), attualmente il miglior velocista al mondo! Il suo dominio inizia già dalla seconda tappa (Dusseldorf – Liegi) e viene interrotto solo momentaneamente dal campione del mondo Peter Sagan (Bora-Hansgrohe) alla terza tappa e da Arnaud Demarè (FDJ) alla quarta tappa. Proprio alla fine della quarta tappa, però, il Tour De France perde altri due protagonisti indiscussi, due veri e propri pezzi da novanta. Peter Sagan e Mark Cavendish, durante una volata di gruppo molto accesa, si toccano: l’inglese del Team Dimension Data ha la peggio (clavicola fratturata) mentre il fuoriclasse slovacco viene prima penalizzato e poi espulso dalla giuria del Tour per condotta violenta ed antisportiva. Una scelta alquanto rivedibile e, da molti, giudicata troppo severa!

Tappa n°4 – Mark Cavendish vs. Peter Sagan

La quinta tappa vede i corridori affrontare il primo arrivo in salita di questo Tour De France, a “La Planche Des Belles Filles“. I precedenti sorridono ai corridori italiani (l’ultimo a vincere qui fù Vincenzo Nibali nel 2014) e, infatti, questa salita si conferma territori italiano. Fabio Aru, dopo aver vinto i campionati italiani, si dimostra in grandissima forma e stacca tutti sulla salita finale, Froome compreso. Risultato finale: vittoria di tappa in maglia tricolore, Maglia a Pois di miglior scalatore e 30″ guadagnati al campione britannico che diventa nuovo leader della classifica generale scalzando il suo gregario Geraint Thomas. Una bella dimostrazione di forza per il campione italiano, grazie alla quale entra di diritto tra i principali pretendenti alla vittoria finale sugli Champs-Èlysées. Anzi, Fabio Aru sembra essere il primo antagonista (tolto Richie Porte) di Chris Froome distante, ora, di soli 14″; Daniel Martin è a 25″, Richie Porte a 39″, Romain Bardet a 47″, Contador a 52″ e Nairo Quintana risulta essere 9° a 54″.

Tappa n°5 – Fabio Aru vince in solitaria come Vincenzo Nibali

La successive due tappe, la sesta e la settima, sono dedicate esclusivamente ai velocisti e vengono vinte a mani basse da Marcel Kittel che, dopo il successo alla seconda tappa, sale a quota tre vittorie personali e indossa tranquillamente la Maglia Verde di miglior corridore della classifica a punti. Per il gruppo dei migliori sono solo giornate tranquille e riposanti in attesa delle tappe più dure e insidiose.

Il weekend è ormai alle porte e, come al solito, è sinonimo di spettacolo. Sono, infatti, in programma due tappe di media montagna molto insidiose per tutti gli uomini di classifica. Come si è soliti dire: non si capirà che vincerà il Tour ma sicuramente si potrà capire chi non lo vincerà! L’ottava tappa viene vinta da un giovane, Lilian Calmejane (Direct Energie), il quale conclude nel migliore dei modi un’azione personale iniziata con una fuga da distante. Tra i big non succede nulla degno di nota: molto studio e tanta paura di attaccare “sua maestà” Chris Froome. La nona tappa, al contrario, è di ben altro spessore: 181,5 km, da Nantua a Chambery, con tre gran premi della montagna “Hors-Category” (i più impegnativi). La tappa si decide solo sull’ultima delle tre salite. I migliori, rimasti ormai orfani di quasi tutti i compagni di squadra, decidono di dare il via alle danze. Il primo a scattare è proprio Fabio Aru che, insieme a Nairo Quintana, lascia sul posto Chris Froome alle prese con un problema meccanico. Sembra il momento adatto per mandare in crisi l’inglese ma nessuno ha il coraggio di aiutare il sardo della Astana. Froome riesce, così, a rientrare grazie anche allo straordinario lavoro dei suoi immensi gregari e, giusto per mettere in chiaro le cose, attacca in prima persona! Due accelerazioni non tali da mettere in difficoltà i principali rivali, ma abbastanza potenti da far capire a tutti che lui c’è ed è sempre il più forte del gruppo! A causa degli scatti del britannico si staccano solo Quintana e Contador; due che, a questo punto, sicuramente non vinceranno la Grand Boucle. L’arrivo di tappa giunge dopo una discesa tecnica e molto insidiosa, già affrontata durante il Criterium del Delfinato. Ne fanno le spese Daniel Martin e soprattutto Richie Porte (BMC), costretto al ritiro a causa di una spaventosa e rovinosa caduta. Il Tour perde, così, un altro protagonista di livello assoluto; quello che era considerato, all’inizio, il principale rivale di Chris Froome e di tutto il Team Sky. Il successo di tappa va a Rigoberto Uran (Cannondale-Drapac) dopo una volata a ranghi ristretti tra gli uomini di classifica: al secondo posto, di mezzo millimetro, uno spettacolare Warren Barguil (Team Sunweb) e al terzo posto, con 4″ di abbuono, Chris Froome. Nel gruppo di testa sono presenti anche Bardet (4°), Aru (5°) e Fuglsang (6°). Nella stessa tappa sono costretti al ritiro anche Robert Gesink e Geraint Thomas a causa di una caduta in una delle discese di giornata (stagione nera per lui). Vanno fuori tempo massimo e sono costretti, anche loro, al ritiro: Arnaud Demare, Jacopo Guarnieri, Delage, Konovalovas, Matteo Trentin, Jurai Sagan, Renshaw, Manuele Mori e Jos Van Emden. I primi, inesorabili, verdetti sono stati emessi!

Tappa n°9 – Rigoberto Uran vince su Barguil e Froome

Dopo il primo giorno di riposo, il Tour De France riprende Martedì 11 Luglio e lo fa con un’altra tappa per i velocisti; vinta, ovviamente, da Marcel Kittel vestito già con la maglia verde. In volata non c’è proprio storia, Kittel è il più forte (4° successo per lui): gli altri possono solamente lottare per le posizioni di rincalzo. Da segnalare anche il ritiro di Rafal Majka, maglia a pois del Tour 2016, a causa dei postumi di una caduta. Nella tappa successiva, la Eymet-Pau, la storia si ripete: il velocista tedesco della Quick-Step Floors si piazza davanti a Dylan Groenewegen (Lotto-NL Jumbo) e Edvald Boasson Hagen (Team Dimension Data) aggiudicandosi il suo 5° successo in questo Tour De France.

Nella 12^ tappa succede quello che non ti aspetti: la maglia gialla, Chris Froome, va in difficoltà e perde il simbolo del primato! Sull’arrivo in salita di Peyragudes, non esattamente uno dei più difficili, attacca Romain Bardet, il campioncino di casa. L’azione del francese è convinta ed esplosiva, da scalatore puro; solo il nostro Fabio Aru e Rigoberto Uran (Cannondale-Drapac) riescono a resistergli. Bardet si aggiudica la vittoria di tappa distaccando di soli 2″ il duo Aru-Uran, di 5″ un ottimo Mikel Landa (maglia blu del Giro 100) ma soprattutto di 22″ (+10″ di abbuono) Chris Froome, che perde anche la testa della classifica. La Maglia Gialla, ora, è sulle spalle del “cavaliere dei 4 mori” che inizia a far sognare veramente tutti i tifosi italiani e non! Sembra avere la gamba giusta per mettere in difficoltà tutti, ricorda molto quel Vincenzo Nibali capace di conquistare la Grand Boucle nel 2014. Una sorta di dèjà vu!

La nuova classifica generale recita: Fabio Aru leader della corsa; Chris Froom secondo a 6″; Romain Bardet terzo a 25″; Rigoberto Uran quarto a 35″; tutti gli altri distanti oltre il minuto e mezzo. I vari Quintana, Contador, Daniel Martin sembrano, quindi, definitivamente fuori dai giochi per la vittoria finale sugli Champs-Elysee. Ecco decretato chi non potrà vincere questo Tour 2017!

Il 14 Luglio, nel giorno della presa della Bastiglia, festa nazionale francese, si corre la 13^ tappa e chi è il maggior indiziato per la vittoria se non un francese?! Warren Barguil festeggia a braccia alzate, in maglia a pois, sul traguardo di Foix davanti a Nairo Quintana, Alberto Contador e Mikel Landa. E’ la fine di un incubo per la grande promessa francese del Team Sunweb, dopo essersi fratturato il bacino e aver rischiato di finire la carriera in anticipo, . A fine giornata si ritirano Jakob Fuglsang, gregario di Fabio Aru, e Vichot.

Tappa n°13 – Warren Barguil nel giorno della Bastiglia

La 14^ tappa non è sicuramente una delle tappe chiave, sulla carta, per la vittoria finale del Tour De France ma, alla fine, rivoluziona nuovamente l’ordine della classifica generale. Il profilo di tappa è molto simile a quello di una classica e, infatti, sul traguardo vince Michael Matthews (Team Sunweb), a caccia della maglia verde, davanti a Greg Van Avermaet (campione olimpico), Boasson-Hagen e Philippe Gilbert (Quick-Step Floors). Proprio dietro a questi fenomeni delle classiche di un giorno succede quello che non ti aspetti: un cedimento, una distrazione, un “buco”. Chris Froome decide di impegnarsi sull’arrivo in leggera salita di giornata e crea delle difficoltà sia a Romain Bardet che a Fabio Aru, il quale perde circa 25″ dal britannico sulla linea del traguardo. Il campione inglese si riprende, così, quello che ritiene suo, quella Maglia Gialla che vuole portare per la quarta volta fino a Parigi, e dimostra ancora una volta tutta la forza del suo Team Sky: su 14 Maglie Gialle del Tour 2017, 12 sono sulle spalle della Sky.

La fine della seconda settimana di corsa è segnata da una tappa molto movimentata: parecchi sali scendi e due gran premi della montagna di prima categoria possono risvegliare l’animo dei ciclisti. E’ la classica tappa per la fuga da lontano, ma i pretendenti alla classifica generale non devono assolutamente distrarsi. Un gruppetto di corridori, come previsto, prende il largo e dopo l’ultimo gpm esce dai ranghi Bauke Mollema, della Trek-Segafredo. L’olandese, persistendo in una fantastica azione in solitaria, arriva sul traguardo di Le Puy-en-Velay davanti a tutti e festeggia la sua prima vittoria di tappa al Tour De France. Nel frattempo, nel gruppo dei migliori, la maglia gialla è costretta a fermarsi per una foratura e perde molto tempo, circa 40″. Romain Bardet ne approfitta e attacca con tutta la squadra ma è proprio in questa occasione che si vede la compattezza, la qualità e la forza del Team Sky. Il leader della classifica generale viene letteralmente preso in consegna, ad uno ad uno, dai suoi fortissimi compagni di squadra: prima Kwiatkowski (che si inventa anche meccanico), poi Nieve e infine Mikel Landa. Chris Froome viene riportato, quindi, senza problemi, nel gruppo dei migliori, viene annullato l’attacco in blocco della “AG2R-La Mondialè” e il pericolo è rientrato. La maglia gialla è salva e al sicuro!

Dopo il giorno di riposo di Lunedì 17 Luglio, si entra finalmente nella terza e ultima settimana di gara. Quella decisiva! La settimana che si concluderà a Parigi, dopo aver attraversato le Alpi.

Siamo alla 16^ tappa e subito si parte con i ritiri di Philippe Gilbert, il re del Fiandre, e George Bennett, uomo classifica del Team Lotto-NL Jumbo. E’ una tappa da velocisti, nonostante l’inizio in salita, e le attese non vengono smentite. Sul traguardo di Romans-sur-Isère vince, al photofinish, Michael Matthews (seconda vittoria di tappa al Tour 2017) davanti a Boasson-Hagen e a John Degenkolb (Trek Segafredo). Il campione australiano, grazie anche a grandissimo lavoro della sua squadra, compie un altro piccolo passetto verso Marcel Kittel e la sua maglia verde. E’ una lotta affascinante, quella per la maglia della classifica a punti! Tra i principali uomini di classifica tutto scorre liscio e non vi sono particolari movimenti da segnalare: un giorno di riposo in più! Si staccano solo Daniel Martin e Alberto Contador, già ampiamente fuori dal podio.

Il pezzo clou dell’ultima settimana, però, è la due giorni sulle Alpi: la 17-esima e la 18-esima tappa. La 17^ tappa prevede la scalata a tre vere e proprie leggende del Tour De France (il Col de la Croix De Fer, il Col Du Telegraphe e il Col Du Galibier) con un arrivo in discesa a “Serre-Chevalier”. Ovviamente prende il largo una fuga con dentro gente importante a caccia di gloria personale e/o di qualche punto per la Maglia a Pois, ma la vera sfida di giornata si gioca dietro, tra gli uomini di classifica. E’ in ballo il podio del Tour 2017! Nella fuga iniziale c’è mezza Trek-Segafredo, il preludio ad una azione dal “Pistolero” Alberto Contador che arriva esattamente all’inizio del “Col de la Croix De Fer“. Il campione spagnolo riesce a guadagnare fino a 5 minuti sulla maglia gialla (il suo ritardo alla partenza era di ben 7 minuti) ma, sulla salita finale, sul Galibier, è costretto a cedere al ritorno del gruppo maglia gialla. L’unico che riesce a mantenere il vantaggio è Primoz Roglic (Lotto-NL Jumbo): ex campione di salto con gli sci e ora gran passista, forte a cronometro e ottimo anche in salita. Sul Gabilier riesce a staccare tutti i compagni di fuga e ad imboccare la discesa finale in solitaria. Nel frattempo, nel gruppo dei migliori, prova a scattare Bardet ma con poca convizione e con attacchi quasi “telefonati”. Tutti i migliori, Froome e Uran in particolare, rispondono con apparente semplicità agli attacchi del francese, tranne Fabio Aru che accusa il colpo e, nonostante il suo carattere testardo, si stacca prima dell’ultimo GPM. Sulla testa della corsa Primoz Roglic riesce ad amministrare il vantaggio superiore al minuto che si era guadagnato e ad arrivare al traguardo aggiudicandosi la vittoria di tappa (anche per lui la prima vittoria al Tour De France). Circa 1 minuto e 15 secondi dopo arrivano tutti i migliori con Uran e Froome che si aggiudicano anche gli abbuoni, rispettivamente 6 e 4 secondi. Aru arriva alla fine della discesa con 30 secondi di ritardo dal gruppetto Froome e perde momentaneamente il podio del tour in favore di Rigoberto Uran. Alla fine della 17^ tappa rimangono solo quattro pretendenti alla vittoria finale: Chris Froome, Romain Bardet e Rigoberto Uran a 27″, Fabio Aru a 53″. Da registrare il ritiro di Thibaut Pinot e, quello clamoroso, di Marcel Kittel, il quale rinuncia così a difendere la maglia verde che passa sulle spalle di Michael Matthews.

Tappa n°17 – Primoz Roglic vince in solitaria dopo il Galibier

La 18^ tappa è, forse, la più attesa di tutto il Tour De France! E’ il terzo, ed ultimo, arrivo in salita; questa volta si arriva sull’Izoard, salita leggendaria della Grand Boucle ma inedito arrivo di tappa. La tappa è abbastanza lunga, 180km, da Briançon alla vetta dell’Izoard, passando per il Col de Vars. Chi vuole attaccare Froome, e vincere il Tuor 2017, lo deve fare qui! Tuttavia, come già emerso nella tappa precedente, nessuno è in grado di scalfire la potenza del Team Sky e di mettere in seria difficoltà il suo capitano. Il ritmo dello squadrone britannico è troppo alto per poter attaccare e finisce per mettere in fila indiana tutto il gruppo. Daniel Martin e, purtroppo, Fabio Aru si fanno sfilare da dietro e lentamente si staccano già a metà della salita finale. Bardet prova il suo solito, timido, attacco che non solo viene stoppato ma viene anche rilanciato da Chris Froome in prima persona. Rigoberto Uran riesce a tenere il passo dando tutto quello che ha in corpo: è un’occasione troppo grande per mollare adesso. L’unico che sembra avere qualcosa in più degli altri è il solito Warren Barguil; il francesino scatta in avanti, raggiunge il fuggitivo Darwin Atapuma (UAE Emirates), lo sorpassa e va ad aggiudicarsi la sua seconda vittoria di tappa! Una vittoria storica per il ciclismo francese! Negli ultimi 50 metri prova ad allungare nuovamente Romain Bardet e guadagna 4 secondi su Froome e Uran, piazzandosi momentaneamente sul secondo gradino del podio a 23″ dal leader. Fabio Aru cede definitivamente e arriva con 1 minuto di ritardo, uscendo definitivamente dai giochi per la vittoria e venendo scavalcato al 4° posto da Mikel Landa. Ora mancano solo tre tappe a Parigi, una delle quali è la cronometro decisiva di Marsiglia, e sono rimasti solo tre pretendenti alla vittoria finale. Tutto si giocherà tra Froome, Bardet e Uran.

La 19^ tappa è solo una formalità per gli uomini di classifica, una specie di trasferimento verso Marsiglia, teatro della cronometro decisiva! La tappa viene vinta, meritatamente, da Edvald Boasson-Hagen che, grazie ad una bellissima azione a pochi chilometri dal traguardo, arriva in solitaria sulla linea di “Salon-de-Provence”. Finalmente, dopo parecchi tentativi, il norvegese riesce a portare a casa un successo di tappa. Tutti, ormai, hanno la testa e le gambe già a Marsiglia!

La 20-esima, e penultima, tappa è probabilmente la più decisiva di tutto il Tour De France 2017. Si parte dallo Stadio Velodromè di Marsiglia, si percorrono 22,5km all’interno della città e si ritorna dentro lo stadio per tagliare la linea del traguardo! I pretendenti alla vittoria finale sono soltanto tre (Froome, Bardet, Uran); quelli per la vittoria di tappa sono molti di più: il campione del mondo a cronometro Tony Martin, Michal Kwiatkowski, Primoz Roglic, Vasil Kyrienka, lo stesso Froome, Jonathan Castroviejo e molti altri. E’ un film già visto pochi mesi prima al Giro d’Italia: una classifica molto corta, uno specialista delle cronometro ed una vittoria che pare essere già annunciata. Maciej Bodnar (Bora-Hansgrohe) fa registrare la migliore prestazione e si aggiudica la vittoria di tappa per 1″, davanti a Kwiatkowski e a Froome (6″). Tra gli uomini di classifica bisogna segnalare, appunto, uno stratosferico Chris Froome che non tradisce le attese, rifila circa un minuto a tutti i suoi diretti rivali e va a vincere il suo 4° Tour De France. Romain Bardet va in netta crisi, arriva al traguardo esausto, senza più forze, e perde anche il secondo gradino del podio a favore di un Rigoberto Uran anch’egli in formato cronoman. Il secondo posto nella generale è successo inaspettato per il corridore colombiano! Mikel Landa, da parte sua, per poco non riesce a fare lo scherzetto ai francesi, fermandosi a solo un secondo dal terzo gradino del podio occupato da Bardet. Tutti affermano che a Parigi potrebbe succedere qualcosa di clamoroso! Da sottolineare anche una bellissima prova di orgoglio di Alberto Contador: il campione spagnolo finisce la tappa in sesta posizione a soli 21″ dal primo classificato. State tranquilli, il “Pistolero” non molla mai!

Tappa n°20 – Romain Bardet, esausto, perde il secondo gradino del podio.

Ormai siamo a Parigi, siamo sugli Champs-Elysees! E’ tempo di festeggiamenti per Chris Froome, per tutto il Team Sky (miglior squadra del Tour), per Michael Matthews (Maglia Verde), per Warren Barguil (Maglia a Pois e corridore più combattivo in assoluto) e per Simon Yates (Maglia Bianca). Ma chi deve festeggiare è anche Dylan Groenewegen (Lotto-NL Jumbo), il quale riesce ad aggiudicarsi una delle volate più belle del mondo o, forse, la più bella: l’arrivo finale del Tour De France sugli Champs-Elysees. I vari Greipel, Bohuanni, Boasson-Hagen e Matthews vengono tutti sorpresi e battuti da questo velocista olandese!

Chris Froome si aggiudica, quindi, ufficialmente il suo quarto Tour De France, uno in meno di leggende come Merckx, Hinault, Anquetil e Indurain. Chissà se riuscirà mai a raggiungerli nei prossimi anni! Molti vorrebbero vederlo, qualche volta, anche sulle strade del Giro d’Italia e concordiamo assolutamente con loro. Ma non vi è dubbio che il corridore britannico sia un campione (che piaccia o meno), uno dei più forti corridori di corse a tappe degli ultimi anni insieme a Contador e al nostro Vincenzo Nibali.

Cos’altro ci dice questo Tour 2017? Purtroppo, Alberto Contador non potrà più vincere un grande giro. Il campione spagnolo è sul viale del tramonto ma, nonostante questo, lotta sempre come un leone e riesce sempre ad entusiasmare il pubblico con il suo stile e i suoi attacchi da lontano. Nairo Quintana si conferma un buon corridore ma non esattamente un campione: dopo un Giro d’Italia piuttosto deludente (2° posto), viene privato da subito del suo gregario principale (Valverde) ed esce praticamente subito di classifica non riuscendo quasi mai a stare con i migliori i salita. Fallisce, così, clamorosamente la doppietta Giro-Tour tanto acclamata. Fabio Aru, dopo la delusione per l’assenza forzata al Giro 100, si riprende alla grande e va a vincere una tappa a “La Planche Des Belles Filles” in maglia tricolore. Due giorni in maglia gialla fanno sognare un popolo intero ma purtroppo, a causa di una squadra non all’altezza e di una bronchite sulle alpi, alla fine è costretto ad alzare bandiera bianca. Rimane la consapevolezza che in futuro potrà fare bene, molto bene, sia al Giro che al Tour. Romain Bardet, invece, non riesce a compiere quel passo in più che risulta fondamentale per arrivare a vincere la Grand Boucle. Gli organizzatori disegnano un percorso fatto a immagine e somiglianza del corridore francese ma, nonostante un’ottima squadra (la AG2R La Mondialè), vengono delusi: Bardet non riesce mai a staccare di ruota i suoi rivali e palesa forti lacune nelle prove contro il tempo. Incompleto! La sorpresa di questo Tour è sicuramente Rigoberto Uran. Nessuno, o pochi, lo consideravano in grado di lottare per la vittoria finale e, invece, lui con costanza e molta esperienza rimane sempre in orbita podio, vince una bella tappa, e si arrende solo allo strapotere di Chris Froome. Bentornato “Ciccio”!

Podio Finale – I migliori corridori del Tour 2017

Ormai è lunedì e anche questo Tour De France è finito! Molti ne sentiranno già la mancanza, lo sappiamo con certezza. Non è stato uno dei migliori Tour dal punto di vista dello spettacolo ma rimarrà comunque nella mente e nel cuore dei tifosi: le cadute, i clamorosi ritiri, il dominio Sky, la maglia gialla di Aru! Qualcosa da ricordare c’è. Come per quasi tutte le corse a tappe, anche il Tour viene criticato e messo in discussione mentre è in atto ma, non appena finisce, viene rimpianto e sale un po di malinconia. E’ stato cosi per il Giro 100, è cosi per il Tour e sarà cosi anche per la Vuelta.

A proposito, ci vediamo a fine Agosto con una Vuelta che si preannuncia spettacolare e piena di campioni…

Buone vacanze a tutti!

A presto!

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