Grandi Salite: Il Valparola (dal Falzarego)

Dopo aver iniziato la nostra rubrica #GrandiSalite con il botto, descrivendo le rampe quasi impossibili dello Zoncolan, procediamo il nostro viaggio tutto in salita raccontando e analizzando il Passo Valparola.

Il Passo Valparola è affrontabile da due versanti: il primo, molto più lungo, proveniente da San Cassiano/La Villa e il secondo, molto più breve, ma non per questo più semplice, proveniente dal Passo Falzarego. Oggi andremo a scoprire il versante breve, quello recentemente attraversato dal 100° Giro D’Italia il 25 Maggio scorso.

Il Valparola, affrontato da questo versante, è una salita veramente molto breve ma, al tempo stesso, molto intensa. E’ lunga solo 1 km e 100 metri ma la pendenza media è dell’8% con punte massime al 15% negli ultimi 500 metri. Insomma, è più una rampa che un passo dolomitico.

Andando un pò indietro nel tempo si scopre che questo particolare passo dolomitico, alto circa 2192 m.l.m., fù creato durante la prima guerra mondiale quando di lì passava il confine tra il Regno d’Italia e l’impero Austro-Ungarico. Sulla sommità del passo fù costruito anche un importante fortino, il forte “Tre Sassi”, oggi museo della Grande Guerra, a difesa del confine da parte delle forze armate austriache. Oggi il valico non funge più da confine di stato, ma è pur sempre un confine, quello tra due regioni e tra due provincie: il Veneto e la provincia di Belluno da un lato; il Trentino Alto-Adige e la provincia di Bolzano dall’altro.

Tornando, però, al ciclismo bisogna ricordarsi che, dal versante che stiamo descrivendo oggi, il Valparola è preceduto dalla salita del Passo Falzarego che, come vedremo successivamente, è una salita lunga e impegnativa. Una volta arrivati in cima del passo Falzarego si continua sulla strada provinciale numero 37, in mezzo tra la chiesetta e la stazione della funivia del Lagazuoi, e si imbocca l’inizio della salita al Valparola a quota 2117 m.l.m. I primi 500/600 metri sono i più semplici, con pendenze tra il 3 e il 6%, e fanno dubitare il ciclista della fama che si porta con se questo breve passo dolomitico ma, senza neanche accorgersene e tutto d’un tratto, ci si trova in difficoltà e con le gambe doloranti a causa dell’improvviso ma impercettibile inaspriemento delle pendenze (dai 600 metri fino a quasi 200 metri dalla vetta le pendenze variano dal 9 al 12%). Gli ultimi metri, però, sono la parte più difficile e impegnativa della salita e prima di intravedere il classico cartello con scritto “Passo Valparola – Intrà i sasc” che determina la fine della salita bisogna affrontare una vera e propria rampa di garage con pendenze intorno al 15%. Roba da impiantare qualsiasi ciclista ma, per fortuna, ormai è fatta!!

Una volta arrivati in cima si puo ammirare una vista favolosa! Da un lato è possibile dominare dall’alto il Passo Falzarego e il Gruppo del Monte Nuvolau all’orizzonte; dall’altro lato, invece, si puo vedere il Forte Tre Sassi e all’orizzonte è possibile intravedere la Marmolada e la valle dell’Alta Badia.

E’ inutile dire che siamo nel cuore delle Dolomiti e questo rappresenta, in accoppiata col Passo Falzarego, uno dei più bei valichi di montagna di tutto il territorio italiano e forse anche europeo. Gente da tutte le parti del mondo, in estate, decide di venire a sfidare le rampe di questo passo non solo con le biciclette ma anche in moto, macchine d’epoca o semplicemente a piedi. Numerose manifestazioni ludico sportive attraversano il passo Valparola, due su tutte: il Dolomites Bike Day, la Maratona Dles Dolomites. E’ il giusto tributo a questa salita epica!

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