Piccolo Dizionario del Ciclista (1)

Nasce oggi la prima puntata di questa piccola rubrica il cui obiettivo è quello di illustrare le componenti fondamentali di una bicicletta (che sia una Mountain-bike o una bici da strada non ha importanza) e spiegare nel dettaglio il loro funzionamento e le loro caratteristiche fondamentali.

Oggi inizieremo trattando tre parti molto importanti che stanno alla base del corretto funzionamento della nostra bicicletta: la Guarnitura, i Freni e il Movimento Centrale.


La Guarnitura

In gergo ciclistico si definisce “Guarnitura” l’insieme delle pedivelle (esclusi i pedali) e delle corone anteriori. In parole povere, la guarnitura non è altro che la parte meccanica anteriore dove scorre la catena. Questo componente fondamentale della bicicletta è composto da tre fattori:

  • Lunghezza delle pedivelle: variabile, anche a seconda delle caratteristiche del ciclista, da 165 mm a 180 mm. Di solito, le più usate sono quelle che vanno da 170 mm a 175mm.
  • Tipo di aggancio al movimento centrale: a perno quadrato, a chiavella, ISIS, Oktalink, ecc (vedremo dopo in maniera più approfondita).
  • Dimensione dei girobulloni: il diametro della circonferenza che passa attraverso i bulloni che fissano le corone alla pedivella.

Guarnitura

Esistono guarniture di tutti i tipi e di tutte le misure. Solitamente la più utilizzata è quella formata da tre pignoni anteriori. Quasi tutte le bici a pochi soldi (quelle che si trovano al supermercato, per intenderci) o le bici da città vedono montate delle guarniture a tre corone, utili per semplificare la pedalata di una qualsiasi persona che usa la bicicletta non come svago o passione ma prettamente come mezzo di movimento cittadino. Tuttavia, a livello di ciclismo professionistico, le guarniture hanno un ruolo fondamentale e sono montate a seconda delle caratteristiche della gara e dell’atleta.

Nella bici da corsa, per esempio, dove c’è bisogno di una maggiore spinta ma anche della giusta agilità in salita, si è soliti montare una guarnitura cosiddetta “Compact” che prevede due corone di dentatura variabile. La dentature più utilizzate sono la 50 per la corona grande (da pianura) e la 34 per la corona piccola (da salita); tuttavia, ultimamente, molti montano un 48 sulla corona grande e un 36 sulla corona piccola per ottenere una pedalata più regolare e omogenea sia in pianura che in salita.

Nella Mountain-bike, invece, si è soliti montare una guarnitura a tre corone da rispettivamente 44, 32 e 22 denti ciascuna. Ultimamente però, dopo aver fatto alcuni esperimenti, va molto di moda montare una o al massimo due corone anteriori (da 44 e da 29 denti) e un pacco pignoni posteriori da minimo 9 velocità, a salire. La corona singola viene molto usata nelle competizioni, perché è facile da usare e consente di eliminare i problemi meccanici legati al cambio, ma per i semplici appassionati di Mountain-bike forse conviene di più una guarnitura a due corone.

Capitolo a parte va fatto per le bici da pista, meglio conosciute anche come bici a “scatto fisso“. Questo tipo di bici monta sempre e solo una guarnitura mono-corona con pedivelle solitamente più corte per far aumentare la cadenza di pedalata. Il numero di denti della corona anteriore può variare dai 48 ai 59 denti, usati solitamente per provare il record dell’ora.

Ovviamente, per concludere, ogni cicloamatore può scegliere la guarnitura a lui più congeniale a seconda delle necessità e della gamba che si ritrova. Inutile sottolineare che la pedalata deve essere in ogni caso comoda e “rotonda”, la gamba deve andare via liscia come fosse un tutt’uno con il mezzo.


I Freni

I freni costituiscono una delle parti fondamentali di qualsiasi bicicletta che non sia a “scatto fisso”. Senza i freni le discese sarebbero impossibili da affrontare e certe discipline, come la mtb, non esisterebbero proprio.
Dopo aver accantonato quasi definitivamente i freni a bacchetta e i freni Cantilever (due leve distinte azionate da un cavo del freno sdoppiato nella sua estremità), oggi giorno vengo montati principalmente tre differenti tipologie di freni:

  • I freni V-Brake: questa tipologia di freni è largamente diffusa nelle biciclette da città e nelle Mountain-bike di basso valore. Rappresentano di fatto l’evoluzione dei freni Cantilever e sono caratterizzati da due leve in acciaio o plastica che, azionati dal cavo del freno, si muovono su due perni distinti attaccati alla forcella o al telaio.
  • I freni Stradali o Caliper: Sono i freni più comunemente usati nelle bici da corsa sia dai cicloamatori che dai professionisti. Questo tipo di freni è composto da due leve in metallo tenute insieme da una molla (tenuta in tensione da un filo in acciaio) che, attivata grazie alle maniglie poste sul manubrio, le fa chiudere simultanemante sul cerchione andando a far impattare i pattini con la ruota. Sono freni molto semplice da montare ma altrattanto sicuri ed efficaci.
  • I freni a Disco: Sono i freni attualmente più usati in commercio. Vengono usati soprattutto sulle mountain bike, ma ultimamente vengo applicati anche a bici da cicloturismo e a bici da strada. Anche nel mondo del professionismo su strada si sta pensando di montarli anche se, a causa della loro pericolosità in caso di caduta (rischiano di tagliare), sono stati per il momento accantonati. Questo tipo di freni funziona esattamente come i freni di una macchina. Due pastiglie vengono azionate grazie ad un sistema idraulico (o a cavo) e vanno ad impattare direttamente con il disco del freno montato sul cerchione della ruota, rallentandone la corsa in maniera graduale e uniforme. Sono freni molto sicuri e consento di migliorare notevolmente la qualità della frenata, soprattutto in presenza di discese ripide, sconnesse e di strade bagnate.

Come abbiamo visto, la bicicletta ha cambiato molto le tipologie di freni durante tutta la sua storia (e in questa sede ne abbiamo omessi anche alcuni di troppo vecchi o desueti). Questo perchè la bicicletta è sempre stata oggetto di continui aggiornamenti e miglioramenti con l’obiettivo di renderla sempre piu sicura ma al tempo stesso performante. I freni a disco rappresentano l’ultima frontiera di questa evoluzione e, pur tra scetticismi e paure, stanno rivoluzionando a tutti i livelli il mercato del ciclismo. La sicurezza, quando si monta in bicicletta, sia per una passeggiata che per una gara, deve essere una priorità assoluta e i freni, al pari del casco, sono un componente fondamentale.


Il Movimento Centrale

Il movimento centrale è una delle parti più nascoste, forse la più nascosta, che si possa trovare su una bicicletta. Vi chiederete, a che cosa serve il movimento centrale?

Questo componente fondamentale del nostro mezzo a pedali permette alla guarnitura e ai pedali di girare in maniera sciolta e senza attriti sotto l’impulso della nostra forza. Insomma, è grazie a lui se noi facciamo centinaia e centinaio di chilometri pedalando.

Il movimento centrale è composto essenzialmente da tre parti:

  1. un Perno Centrale che funge da “appoggio” per le pedivelle e le rende solidali tra loro ed inoltre è il posto dove andranno a risiedere i cuscinetti a sfera.
  2. i Cuscinetti a Sfera che sono posti ai lati della scatola del movimento stesso e sono formati da numerose sfere di metalle unite insieme tra loro. Questa parte risulta fondamentale perche consente di annullare l’altrito durante la pedalata facenso roterare e scivolare il perno centrale che, a sua volta, fa muovere la guarnitura e le corone.
  3. i Supporti Laterali e la Ghiera servono per fissare correttamente il perno centrale e (la ghiera) per regolare il gioco dei cuscinetti garantendo quindi una pedalata fluida e senza atriti.

Grazie all’esperienza maturata nel corso degli anni e alle evoluzioni dei materiali, oggi si possono incotrare principalmente tre tipi diversi di movimento centrale. Il primo tipo, Tradizionale, è caratterizzato da una inserzione progressiva dei diversi componenti (Perno, cuscinetti, ghiera e supporti). Il secondo tipo, conosciuto anche come Movimento a Cartuccia, è ormai la tipologia più diffusa nel mondo delle biciclette. Invece di montare separatemante tutte le componenti del moviemento centrale (come nel modello Tradizionale), il Movimento a Cartuccia racchiude già tutte le componenti al suo interno rendendo molto più semplice e veloce il montaggio e risolvendo in buona parte i problemi di impermeabilità. Il terzo e ultimo tipo di movimento centrale è quello a Calotte Esterne. Questo sistema prevede che il perno, il quale passa direttamente attraverso i due cuscinetti, sia solidale con la guarnitura mentre la pedivella di sinistra deve essere fissata e accoppiata con il perno. E’ una tipologia un po particolare e delicata perchè richiede il perfetto allineamento delle calotte, senza il quale i cuscinetti lavorano in maniera erratta e sono nettamente più esposti all’usura.


E’ tutto per questa prima puntata di “Piccolo Dizionario del Ciclista“. Per ulteriori consigli o precisazioni sugli argomenti trattati, non esitate a commentare sotto l’articolo o a scriverci via mail a: ilkmzero@gmai.com. Provvederemo subito a correggere e/o integrare.

Nella prossima puntata parleremo brevemente di: Pacco Pignoni, Cambio e Pedali.

A presto…

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