Dolomites Bike Day

Ieri, 18 Giugno, si è svolta la prima edizione del Dolomites Bike Day: un giornata sensazionale e che rimarrà impressa a lungo nella mente dei partecipanti. Anche noi di Km•Zero eravamo, ovviamente, presenti e ci teniamo a descrivervi e raccontarvi questo bellissimo e nuovissimo evento doloMitico.

Il Dolomites Bike Day è una giornata, organizzata dai consorzi di Arabba-Dolomites e Alta Badia, quasi interamente riservata al traffico sulle due ruote a pedali. Praticamente una “copia” del Sellaronda Bike Day, che si svolgerà il 25/06 (domenica prossima), con la differenza che il percorso risulta diverso e forse meno impegnativo. La partenza ideale è fissata dal centro di Arabba, anche se uno può scegliere di partire da dove vuole. E’ una manifestazione assolutamente libera e gratuita, lo scopo non è tanto quello di fare un gara o stare attenti al tempo ma è piuttosto quello di godersi un giornata in assoluta pace e libertà su alcune delle strade e delle montagne più belle di tutte le dolomiti.

Dolomites Bike Day

Usciti dal centro di Arabba si procede in direzione Pieve di Livinallongo e, dopo circa 12 km di sali-scendi, in prossimità della frazione di Cernadoi, si svolta a sinistra per imboccare la prima salita di giornata: il Passo Falzarego.

Come vedremo più avanti nella rubrica “Le Grandi Salite“, il Passo Falzarego è uno dei passi dolomitici più belli e impegnativi. La salita è lunga circa 10,5 km, con pendenza media del 6% e con punti la cui pendenza massima raggiunge l’11%. Da Cernadoi alla cima del Falzarego vi sono 17 tornanti, la strada è assolutamente pedalabile e dalla metà della salita in poi si possono godere dei panorami stupendi. Gli ultimi 2 km, in particolare, sono fantastici: da un lato si può ammirare il panorama che comprende anche la Marmolada, dall’altro è possibile godere a pieno della strada appena asfaltata per il passaggio del Giro D’Italia, della galleria scavata nella roccia, della visione della funivia storica che porta al Faloria e della “rampa” che porta al successivo Passo del Valparola.

Valparola

Infatti, arrivati in cima al Passo Falzarego, da dove si possono benissimo ammirare il Nuvolao e le Cinque Torri, si svolta a sinistra e si inizia la breve ma impegnativa salita che porterà al Valparola. Come già detto è una salita brevissima, appena 1 km e 100 metri, ma molto impegnativa: la pendenza media è dell’8% ma le punte massime arrivano fino al 15%, proprio in prossimità dello scollinamento. In cima al Passo Valparola il panorama è stupendo e si può anche ammirare il Forte Tre Sassi risalente alla prima guerra mondiale.

Subito dopo lo scollinamento inizia la lunga discesa verso San Cassiano. La discesa dal Valparola è molto bella e panoramica: la visuale dell’intera vallata dell’Alta Badia è qualcosa di unico e impagabile. Dal punto di vista tecnico, invece, la discesa affronta qualche tornante e qualche curva cieca ma, grazie alla grande carreggiata e all’asfalto impeccabile, si può senza dubbio dire che non è nulla di proibitivo o impossibile. Anzi, qualsiasi ciclista con un minimo di tecnica e pratica del mezzo può trovare in questa discesa divertimento e piacere di guida.

Arrivati al centro di San Cassiano si scende ancora in direzione La Villa dove, poi, si svolterà a sinistra per imboccare la strada statale che porta a Corvara in Badia. Da La Villa a Corvara la strada è praticamente tutta dritta e poco impegnativa anche se in leggera salita. E’ una strada prettamente di collegamento tuttavia, però, bisogna menzionare il passaggio davanti alla “Gran Risa”, leggendaria pista del circuito mondiale di sci, che ti fa tornare per un momento la mente all’inverno.

Dopo aver percorso circa 4,5 km si arriva nel centro di Corvara e si svolta, ancora una volta, a sinistra per andare all’imbocco dell’ultimo passo di giornata: il Campolongo. Per chi non l’avesse capito, il circuito è a forma di anello e quindi le curve sono pressoché obbligate. Il Passo Campolongo è lungo circa 6 km con una pendenza media del 6% e pendenze massime che raggiungono l’11%. In totale sono 11 tornati, uno più bello e panoramico dell’altro: la foto panoramica con la scritta “Corvara” è pressoché tappa obbligata per qualsiasi turista, cicloamatore o motociclista. E’ una salita molto simile, come pendenze, a quella del Passo Falzarego ma vi assicuriamo che fatta a fine giornata si fa sentire tutta. Nonostante la sua fama di passo breve e pedalabile, è pur sempre un passo dolomitico e, come ogni passo dolomitico, va temuto e rispettato. La crisi è sempre dietro l’angolo.

Campolongo

Arrivati in cima al Passo Campolongo la giornata è pressoché finita. Sono stati affrontati il Passo Falzarego, il Passo Valparola, la lunga discesa fino a San Cassiano e il Passo Campolongo per un totale di circa 45 km. Manca solo l’ultima breve discesa verso Arabba, il punto da dove l’avventura è partita. La discesa è davvero molto breve e veloce,  più o meno 6 km, e non presenta alcuna difficolta tecnica. E’ il giusto modo per finire una giornata epica e sensazionale. Ad Arabba il ciclo-computer segna circa 51 km, 1290 metri di dislivello e più di 3 ora di bicicletta.

In conclusione, la giornata è stata veramente splendida e unica. Il meteo ci ha assistito alla grande regalandoci una giornata di sole meravigliosa, senza alcuna nuvola e calda al punto giusto. Lo scenario era perfetto per scattare indimenticabili foto panoramiche e per godersi fino in fondo la bicicletta in compagnia di amici, conoscenti e/o familiari. Nel tragitto abbiamo incontrato gente di tutti i tipi e di tutte le nazioni: dai russi agli americani; dagli sloveni ai tedeschi; dalla famigliola, con il bambino che dormiva nel rimorchio, al gruppo di “anziani” che sfrecciavano in salita; dal padrone che trasportava il suo migliore amico a 4 zampe al gruppo di persone che sembrava venire direttamente dal centro città. Insomma, c’era praticamente tutto il mondo. Questo a testimoniare che la bici ha un potere immenso: in sella ad una bicicletta siamo tutti amici, tutti condividiamo le stesse fatiche e tutti ci rispettiamo. La fatica nelle gambe è stata tanta (3 passi dolomitici non si affrontano tutti i giorni), ma torniamo a casa con lo spirito rinfrancato, con gli occhi pieni di bellezza e con un sorriso che non ha prezzo.

E’ d’obbligo, infine, ringraziare tutti quelli che hanno partecipato a questa bellissima iniziativa, ma soprattuto è doveroso dire un grazie grande come una casa agli organizzatori che ci hanno permesso di usufruire di alcune delle strada più belle del mondo senza voler niente in cambio. La gratuità dell’evento dimostra una volta di più la grandezza di questo sport.

Ci rivediamo presto, al Sellaronda Bike Day…

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