Un Gilbert formato “Gold”!

Lo avevamo lasciato trionfante al Giro delle Fiandre, con la sua Specialized sollevata sopra la testa. Lo ritroviamo circa quindici giorni dopo, alla 52^ edizione della “Amstel Gold Race“, ancora più in forma di prima.

La gara dura circa 261km e risulta rivoluzionata rispetto alle precedenti edizioni, con il Cauberg (una delle salite più famose e dure della corsa) piazzato per la prima volta lontano dal traguardo. Pronti, partenza, via e subito parte la fuga di giornata composta da 12 corridori tra i quali Lars Boom (Team LottoNL-Jumbo) e il nostro Vincenzo Albanese (Bardiani-CSF e corridore più giovane in gara).

La gara procede regolare con il gruppo che tiene sotto controllo la fuga ma, quando mancano circa 60 km al traguardo, la BMC di Greg Van Avermaet decide di accelerare e va a riprendere i fuggitivi ad uno ad uno fino a che, quando mancano circa 40 km al traguardo, il gruppo ritorna praticamente compatto. Poco dopo però, sul Kruisberg, andrà in scena uno dei momenti più importanti e decisivi della corsa: un corridore della Lotto-Soudal, T. Benoot, decide di scattare in salita e provoca la reazione di Philippe Gilbert. L’azione campione vallone si porta dietro corridori di tutto rispetto come Sergio Henao (Team Sky), Jon Izagirre (Bahrain-Merida), Nathan Haas (Dimension Data) e Michael Albasini (ORICA-Scott), ma contribuisce anche a staccare corridori importanti come Valverde (Team Movistar), Kwiatkowski (Team Sky), il nostro Fabio Felline (Trek-Segafredo) e, appunto, Greg Van Avermaet.

I 7 corridori al comando proseguono alla grandissima e di comune accordo: sono atleti di tutto rispetto, gente seria, che difficilmente si muove per azioni velleitarie e “senza senso”. Tuttavia, sul Keutenberg, avviene l’episodio che poi influenzerà in maniera determinante il risultato della corsa. Il vero capitano del Team Sky, Michal Kwiatkowski, riesce a riportarsi, con apparente semplicità, sui corridori al comando grazie ad una impressionante accelerazione nel momento più duro della salita. Alle sue spalle si forma un’ulteriore gruppetto di corridori anzi, di campioni. Tim Wellens, Valverde, Van Avermaet e Felline cercano disperatamente di rientrare sulla testa della corsa ma vengono respinti e rimangono sempre con un ritardo che oscilla tra i 40 e i 50 secondi: non riusciranno più a rientrare e verranno ripresi dal resto del groppone a pochi metri dal traguardo.

Nel frattempo il gruppetto di testa procede senza problemi verso il traguardo superando strappi impegnativi come il Cauberg e il Geulhemmerberg; ma, sul Bemelerberg, quando mancano circa 7km al traguardo, Kwiatkowski e Gilbert decidono di lasciare la compagnia e staccano di forza gli altri compagni di fuga. E’ il momento decisivo: siamo al cospetto di due ex campioni del mondo, due corridori superlativi, forse i più in forma di questa prima parte di stagione. Il finale è tutto loro!!

La volata finale merita di essere celebrata e raccontata come si deve. Forse è una delle più belle volate  degli ultimi tempi, un concentrato di tecnica, tattica e furbizia. Come già visto in occasione della Milano-Sanremo (quella volta, al posto di Gilbert, c’era Peter Sagan), il polacco del Team Sky cerca di far anticipare la volata al suo avversario facendosi distaccare leggermente per poi riprenderlo di slancio. Philippe Gilbert però non è l’ultimo arrivato, è un ex campione del mondo, ha vinto tappe praticamente in ogni corsa e in ogni modo, e non casca nella trappola del polacco. Kwiatkowski si vede quindi costretto ad anticipare e a lanciare lui stesso la volata, al massimo della potenza ma con il vento contrario. A 100 metri dal traguardo il Kwiato si “impianta”, nel vero senso della parola, e da dietro riemerge uno straordinario Gilbert che, tra grinta e potenza, lo affianca e lo passa tagliando per primo il traguardo ed esultando indicando il numero quattro con la mano.

Sono 4, infatti, le vittorie del belga alla Amstel Gold Race: tanta roba. Gilbert è il terzo corridore della storia a fare l’accoppiata Giro delle Fiandre – Amstel Gold Race. Purtroppo però, a causa di un infortunio rimediato proprio durante la corsa olandese, il campione vallone non potrà giocarsi né la Freccia Vallone né la Liegi-Bastogne-Liegi. Un vero peccato per lo spettacolo, visto lo stato di grazia che stava dimostrando in queste classiche del nord.

Al terzo posto sulla linea del traguardo arriva un grande Michael Albasini, che si conferma un’ottimo interprete per questo tipo di gare e anche un ottimo velocista quando ci sono volate a ranghi ristretti. Molto più distanti il nostro Sonny Colbrelli (9°), Van Avermaet (12°) e Valverde (19°). Purtroppo niente da fare per il vincitore dell’edizione 2016, Enrico Gasparotto, fermato da una caduta mentre si stava affrontando l’Eyserbosweg.

Lo spettacolo è stato di alto livello e i corridori hanno dato tutti il massimo. Aspettiamo con grande curiosità due importanti corse di questa settimana: la Freccia Vallone (domani) e la Liegi (domenica). Nel frattempo ci spostiamo in Trentino-Alto Adige e ci godiamo il Tour of the Alps, corsa preparatoria al vicinissimo Giro d’Italia.


Ordine di Arrivo:

1  Philippe Gilbert – QSF
2  Michal Kwiatkowski – SKY s.t.
3  Michael Albasini – ORI 10”
4  Nathan Haas – DDD 10”
5  Jose Joaquin Rojas Gil – MOV 10”
6  Sergio Luis Henao – SKY 10”
7  Jon Izagirre Insausti – BMT 14”
8  Michael Gogl – TFR 1′ 10”
9  Sonny Colbrelli – BMT 1′ 11”
10  Michael Matthews – TSW 1′ 11”
11  Juan Jose Lobato Del Valle – TLJ 1′ 11”
12  Greg Van Avermaet – BMC 1′ 11”
13  Oliver Naesen – AG2 1′ 11”
14  Arthur Vichot – FDJ 1′ 11”
15  Tiesj Benoot – LTS 1′ 11”
16  Kristian Sbaragli – DDD 1′ 11”
17  Jay McCarthy – BOH 1′ 11”
18  Daryl Impey – ORI 1′ 11”
19  Alejandro Valverde – MOV 1′ 11”
20  Paul Martens – TLJ

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